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La Botanica di BAM: Quando i fiori “parlavano”

La Botanica di BAM: Quando i fiori “parlavano”

Torniamo con la rubrica La Botanica di BAM, a cura del nostro Botanical Content Partner AG&P.

Londra, 1852, Lady Elizabeth, una dama dell’alta società vittoriana, si muove impeccabile nel suo abito in seta color celeste, corpetto stretto e gonna sostenuta da crinolina, una struttura di tessuto o metallica per sostenere e rendere la gonna ampia e vaporosa.


La seguiamo con lo sguardo, ma ciò che attira davvero la nostra attenzione è un tussie-mussie che porta la dama.


Cos’è un tussie-mussie, anche chiamato nosegay o posy? Si vede che non siete al passo dei romanticoni… Vi aiutiamo noi: si tratta di un piccolo bouquet.
Sarebbe riduttivo definirlo solamente come un mazzolino di fiori. Non è infatti solo un accessorio: è una barriera profumata, un messaggero silenzioso, un codice segreto.


Durante l’epoca vittoriana, l’igiene lasciava molto a desiderare. Gli odori per strada potevano essere…intensi. E così le dame portavano questi minuscoli ma potenti bouquet sotto il naso per respirare un po’ di sollievo floreale. Per questo i mazzolini si definivano con il termine “nosegay”, – dall’inglese antico “nose” (naso) e “gay” (che in passato significava “ornamento”) – una decorazione destinata al naso!

Ma non solo!
Quando non si potevano esprimere ad alta voce sentimenti di romanticismo e corteggiamento, si regalavano questi mazzolini “parlanti”, che potevano anche essere indossati come un accessorio di moda.
Il tussie-mussie di Lady Elizabeth è composto da tre rose scelte con cura: una bianca, una rosa e una rossa.


Chissà chi ha incontrato oggi, la nostra signora.
Il tussie-mussie, insomma, era un piccolo teatro portatile di emozioni, un modo per comunicare desideri e sentimenti proibiti… tutto senza dire una parola.
Sapreste decifrare quel mazzolino?

Fortunatamente ci viene in aiuto addirittura una sorta di dizionario, Le langage des Fleurs, del 1819 di Madame Charlotte de la Tour, per scoprire il significato nascosto delle composizioni floreali.


La rosa bianca esprimeva la purezza del cuore, una rosa rosa, grazia e gratitudine mentre quella rossa, un amore passionale.


Lasciamo infine Lady Elisabeth sparire dietro il portone della sua residenza. Dietro sé la scia del profumo del suo tussie-mussie, un profumo sospeso, come una frase lasciata a metà.

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