BAM birds
La fauna avicola della Biblioteca degli Alberi di Milano

La Biblioteca degli Alberi di Milano nasce come giardino botanico contemporaneo, un punto nevralgico nel centro urbano che si connette con gli altri parchi per andare a creare un corridoio ecologico nella città.
L’incredibile biodiversità del suo patrimonio botanico rende questo parco estremamente attraente per l’avifauna cittadina, che lo ha scelto come suo luogo di permanenza, sosta stagionale o passaggio migratorio.
Scopri quali sono i suoi abitanti!

Colombo / Piccione Domestico
(Columba Livia Domestica)

Il colombo o piccione, che fin troppo facilmente incontriamo in città, è un ibrido erivato dal piccione selvatico e altre specie simili, per questo il piumaggio può variare di molto da un individuo all'altro.

  • Lunghezza: 30-35 cm.
  • Apertura alare: 62-68 cm.
  • Piumaggio: generalmente grigio con capo e collo più scuri e alcuni riflessi verde/risa sul collo, il becco grigio, il piumaggio le zampe rossastre.
  • Peso: 360 gr. circa.

E’ granivoro ma essendosi ormai abituato a vivere in città si nutre anche di briciole e rifiuti alimentari di vario genere. Ha una vista eccezionale che gli permette di individuare anche i semi più piccoli.

Nidifica in anfratti e cavità di muri, depone 2 uova di colore bianco, per volta in più covate successive. La femmina cova di giorno, il maschio di notte per 21 giorni. I nuovi nati sono alimentati per i primi 5 giorni con una specie di latte proveniente dal gozzo dei genitori e successivamente da un mix tra latte e semi. In un mese i piccoli abbandonano il nido e a soli sei mesi sono in grado di riprodursi.

E’ specie autoctona e sedentaria. In città come Milano ha trovato l’habitat ideale, al punto da richiedere frequentemente misure di contenimento e dissuasione.

Tortora dal collare
(Streptopelia decaocto)

Conosciuta anche come tortora orientale, appartiene alla famiglia delle Columbidae, come il piccione domestico.

  • Lunghezza: 29-33 cm.
  • Apertura alare:48-53 cm.
  • Piumaggio: colore grigio (tortora!) con dorso più scuro; le ali sono di color bruno caffè e latte, la forma slanciata ed elegante. E’ facilmente riconoscibile per via del caratteristico collarino nero bordato di bianco.
  • i maschi sono leggermente più grandi delle femmine

Si nutre prevalentemente di semi ma anche di frutta, erbe, insetti e piccoli invertebrati.

Si riproduce sia in ambienti rurali che fortemente antropizzati. Costruisce il nido con rametti secchi sia sugli alberi, sia su manufatti (piloni, tettoie, ecc.). Depone 1-2 uova (anche più volte all’anno) che cova 14-16 giorni. Nei primi giorni di vita i piccoli sono alimentati da entrambi i genitori con il cosiddetto latte di piccione, una sostanza molto nutriente, simile al latte dei mammiferi, prodotta da una mucosa che si trova nel gozzo.

Originaria dell’Asia meridionale, è attualmente diffusissima in Europa e in Italia, dove è specie nidificante e sedentaria, tanto da aver quasi soppiantato l’autoctona tortora selvatica (Streptopelia turtur).

Sparviere
(Accipiter nisus)

Rapace diurno medio piccolo: il corpo è snello, la testa piccola, il becco ad uncino, le zampe lunghe e sottili come le dita, munite di forti unghie. È uno dei più agili tra i rapaci e vola con facilità e rapidità nonostante le sue corte ali; solo sul terreno i suoi movimenti sono più impacciati.

  • Lunghezza: supera i 30 cm, dei quali oltre 10 cm fanno parte della lunga coda squadrata (caratterizzata da 4/5 barre scure)
  • Apertura alare: supera i 60 cm
  • Piumaggio: negli adulti è cinerino scuro nelle parti superiori, bianco con linee ondulate e striature rosso-ruggine nelle inferiori. Il becco è azzurro, i piedi e gli occhi sono gialli.

Si nutre sia di uccelli che di piccoli mammiferi. Una volta catturata la preda, la trasporta in un luogo tranquillo e la mangia dopo averne rimosso per quanto possibile pelo o penne. Le parti della preda che non riesce a digerire, vengono eliminate sotto forma di borre.

Nidifica in anfratti e cavità di muri, depone 2 uova di colore bianco, per volta in più covate successive. La femmina cova di giorno, il maschio di notte per 21 giorni. I nuovi nati sono alimentati per i primi 5 giorni con una specie di latte proveniente dal gozzo dei genitori e successivamente da un mix tra latte e semi. In un mese i piccoli abbandonano il nido e a soli sei mesi sono in grado di riprodursi.

Costruisce il nido, sempre ben nascosto su alberi ad alto fusto, con dei ramoscelli che diventano sempre più fini man mano che si procede verso l'interno. Depone 3/5 uova. Alla cova (33-35 giorni) provvede solo la femmina, mentre entrambi i genitori si preoccupano di nutrire i piccoli nati (pulli).

In Italia la specie è sedentaria e comune insieme a gheppio e poiana; in autunno giungono dal nord Europa un buon numero di soggetti migranti.

Cinciallegra
(Parus Major)

E’ un passeriforme e la più diffusa delle cince, è poco timorosa e per questo nidifica anche in siti fortemente antropizzati.

  • Lunghezza: 13,5-15 cm
  • Apertura alare: 22-25 cm
  • Piumaggio: verdastro sul dorso, coda e ali grigio bluastre. Il capo e la gola nero lucido, guance bianche; petto giallo attraversato longitudinalmente da una linea nera dalla gola all'addome che, nei maschi, è leggermente più evidente.
  • Peso: 20 gr. circa.

E’ un vorace insettivoro (larve, api, ragni) ma non disdegna semi, frutta e bacche. Sminuzza il cibo col becco, tenendolo fermo con le zampe. Accetta volentieri il cibo a disposizione nelle mangiatoie.

Costruisce il nido con muschi, peli e piume in cavità protette (alberi, muri, pali dell’illuminazione, nidi artificiali) nel quale depone 8-15 uova tra aprile e maggio, in due covate successive: bianche con piccole macchie rosso scuro, le uova vengono covate dalla femmina circa 15giorni. I pulcini vengono accuditi da entrambi i genitori per 20-30 giorni dalla schiusa.

E’ diffusa in Europa e in Nord Africa, in Italia è nidificante e sedentaria. Predilige le basse quote e boschi di conifere e frutteti, ma si adatta perfettamente agli ambienti urbani. A Milano non è raro avvistarla tra gli alberi di viali e parchi e d’inverno nelle mangiatoie sui balconi o nei giardini.

E’ la prima a cantare, già a dicembre / gennaio.

Ascolta il verso della Cinciallegra

Parrocchetto dal collare
(Psittacula Krameri)

E’ animale gregario, vive in stormi formati da centinaia di individui che si radunano su alberi dormitorio. Può vivere oltre 20 anni.

  • Lunghezza: 37- 43 cm (coda inclusa, 18-23 cm).
  • Apertura alare: 42 - 48 cm
  • Piumaggio: verde brillante, lunga coda appuntita con sfumature azzurre; il maschio ha una sorta di «bavaglino» nero dal becco al collo, assente nella femmina. La parte superiore del becco è rossa.
  • Peso: 130 gr. circa.

Si nutre di semi, bacche, fiori e frutta. Per la sua voracità e dato che vive in gruppi numerosi, può creare danni importanti a frutteti e campi coltivati.

In Italia nidifica da maggio ad agosto, solitamente in cavità nei tronchi, senza creare un vero e proprio nido. Depone 2-6 uova che cova per 24 giorni; i pulli si involano dopo 6-7 settimane.

E’ specie sedentaria alloctona, originaria dell’Asia e dell’Africa che, grazie a una spiccata capacità di adattamento, si è ampiamente diffusa in Italia, probabilmente a causa di fughe e liberazioni volontarie di esemplari da compagnia; è presente soprattutto nei parchi cittadini (Milano, Genova, Pavia, ecc.). A livello Europeo è considerata una tra le specie altamente invasive (AIS – Alien Invasive Species) e per questo costantemente monitorata (i.e.: possibili impatti sull’agricoltura, occupazione di nidi di specie autoctone, etc.). Anche a Milano, dove si sta diffondendo velocemente, va tenuta sotto controllo per le sue interazioni con l’ambiente cittadino.

Merlo
(Turdus merula)

E’ uno degli uccelli più comuni in città dove ha trovato il suo habitat ideale in parchi e giardini; lo si può incontrare facilmente in coppia, mai in stormi. In natura vive mediamente 5 anni ma si ha notizia di esemplari inanellati vissuti oltre 21 anni.

  • Lunghezza: 24-25 cm.
  • Apertura alare: 34-39 cm.
  • Piumaggio: maschi e femmine hanno piumaggio differente; il maschio è completamente nero con gli occhi bordati di giallo. Il becco è giallo arancione. Le zampe sono brune. La femmina ha una colorazione marrone scuro/grigio non uniforme, la gola è più chiara e striata e il becco giallo-bruno chiaro. I merli hanno la coda lunga e a volte, appena posati, la muovono a scatti su e giù.
  • Peso: 80-140 gr. circa.

Si nutre di bacche, insetti, vermi.

La femmina costruisce il nido, tra i cespugli o sui rami degli alberi. Depone in due covate successive, 4/6 uova azzurro-grigie, maculate con puntini grigi, che cova 14/15 giorni.

E’ trai i passeriformi più diffusi in Europa. E’ migratore nelle zone fredde, in Italia, in città, Milano inclusa, è specie residente e nidificante.

Spesso lo si sente cantare o lanciare i suoi segnali d’allarme nelle aree verdi cittadine, anche all’imbrunire. Il canto si ascolta prevalentemente da febbraio a maggio. Ascolta la sua voce

Cinciarella
(Cyanistes ceruleus)

E’ un piccolo passeriforme molto agile e dotato di una grande intelligenza che utilizza per superare eventuali difficoltà nella ricerca del cibo o per scacciare i predatori dal nido.

  • Lunghezza: 10,5-12 cm.
  • Apertura alare: 18-20 cm.
  • Piumaggio: Maschi e femmine sono simili, la nuca, le ali e la coda sono blu cobalto come la parte superiore del capo che per il resto è bianco con una mascherina nera all’altezza degl’occhi, il dorso è verdastro, il petto è giallo zolfo. Il becco è nero a punta e molto robusto per consentirle di spaccare i gusci dei semi; le zampe corte sono grigio-blu.
  • Peso: 12 gr. circa.

E’ un insettivoro, predilige afidi, larve, ragni e piccoli invertebrati che trova sugli alberi ma, durante l’inverno si nutre volentieri di semi, bacche e frutta e di ciò che può trovare nelle mangiatoie approntate dall’uomo. Ogni giorno deve assumere circa la metà del suo peso in cibo.

Nidifica in cavità, in alberi, muri o nidi artificiali. Realizza il nido con muschio, lana, peli e piume e, quando possibile, lo riutilizza ogni anno; tra aprile e maggio depone 7-10 uova dal guscio bianco screziato da punti scuri, che cova per circa 15 giorni. Entrambi i genitori si prendono cura dei piccoli per 15/20 giorni..

E’ molto diffusa in tutta Europa, in Italia è residente e nidificante. Predilige i boschi ma si adatta facilmente alla città, dove frequenta parchi e aree verdi, come accade a Milano.

Ha un canto piuttosto articolato, udibile tutto l’anno ma in particolare da febbraio e a giugno. Ascolta la sua voce

Passera d'italia
(Passer italiae)

E’ un passeriforme fino a qualche anno fa piuttosto comune in città dove trova l’habitat ideale.

  • Lunghezza: 14-16 cm.
  • Apertura alare: 24-26 cm.
  • Piumaggio: è differente in maschi e femmine: il maschio ha dorso e ali marroni, screziati di nero, guance bianche, nuca e testa bruno-nocciola, gola nera e petto grigio; la femmina, presenta nei colori meno appariscenti, il dorso è bruno-chiaro striato di nero, la nuca beige, petto e gola grigi. Il becco, conico e robusto, è di colore grigio scuro.
  • Peso: 30 gr. circa.

E’ onnivoro, si nutre di semi, frutta, insetti e residui alimentari dell’uomo.

La stagione riproduttiva inizia a marzo e può prevedere più nidiate successive: Costruiscono il nido con fili d’erba secca in anfratti di varia natura (sotto le tegole, nei fori di muri, piloni ecc. e più raramente, nelle cavità degli alberi). Depone 3- 6 uova, che cova per 11-14 giorni. I piccoli restano nel nido circa due settimane dalla schiusa, ma vengono accuditi dai genitori o da altri membri della stessa colonia anche successivamente, finché non raggiungono l’autonomia e abbandonano il gruppo originario per creare un nuovo gruppo.

In Italia è nidificante e prevalentemente sedentaria, si può incontrare in vari ambienti, dalle aree urbane ai villaggi, fino all’aperta campagna. Fino a qualche anno fa molto diffusa, negli ultimi decenni ha subito un importante declino per cause non ancora del tutto accertate (riduzione siti idonei alla nidificazione dovuta a ristrutturazioni di edifici, diminuzione specie preda per l’alimentazione dei pulcini, diminuita disponibilità di cibo causata da cambiamenti nelle pratiche agricole).

Rondone comune
(Apus apus)

Insieme al rondone pallido e maggiore, il rondone comune appartiene alla famiglia degli Apodidi cioè senza piedi, per via delle zampe così corte che in passato si pensava che non le avessero. Nonostante l’aspetto simile, non è invece «parente» delle rondini. Vive in colonie a volte anche molto numerose.

  • Lunghezza: 17-18,5 cm
  • Apertura alare: 40-44 cm
  • Piumaggio: uniformemente scuro, nero/marrone a parte la gola biancastra. Ha ali estremamente lunghe a forma di falce, Le zampe, cortissime sono inadatte a stare posate sul terreno ma perfette per aggrapparsi a superfici verticali. Sono volatori instancabili, passano la maggior pare della loro vita in volo, dove si nutrono, si accoppiano e perfino dormono, sono velocissimi, raggiungono i 112 km/h in volo battuto e i 220 km/h in picchiata. Si fermano solo per deporre e covare le uova. Il becco è cortissimo e scuro mentre è notevole l’apertura della bocca che tiene spalancata per catturare, volando, più insetti possibile.
  • Peso: 50 gr. circa.

E’ insettivoro, si nutre esclusivamente di insetti catturabili in volo (plancton aereo).

Nidifica comunemente nei centri abitati, costruendo il nido all’interno di cavità tra tegole, coppi, cornicioni, buche pontaie, ma apprezza anche le casette nido artificiali. Tendenzialmente le coppie restano insieme tutta la vita e ritornano allo stesso nido ogni anno (anche oltre i 15 anni). Depongono 2/3 uova bianche incubate per circa 20 gg. da entrambi i genitori che si occuperanno anche di nutrire i piccoli, volando instancabilmente per portare loro una sorta di «polpetta» di insetti che trasportano nel gozzo (vedi foto in basso a sx). L’involo dei nuovi nati avviene dopo circa 40 gg. e, una volta usciti dal nido, non vi fanno ritorno.

E’ migratore di lungo raggio; in Italia è presente e nidificante tra aprile e fine luglio, per poi svernare in Africa sub-sahariana o Asia meridionale. E’ specie ancora diffusa ma in forte diminuzione in alcune nazioni europee, è quindi importante tutelare i siti di nidificazione che, a causa di ammodernamenti e/o modifiche ad edifici storici e non, si sono già notevolmente ridotti.

Da aprile a luglio è praticamente impossibile non essere allietati dai loro «versi», soprattutto al mattino presto o tardo pomeriggio, quando sfrecciano sulle nostre teste o sfiorano i nostri palazzi, alla ricerca di cibo o di una cavità adatta a nidificare. Ascolta la sua voce

Rondone pallido
(Apus pallidus)

Il rondone pallido appartiene alla famiglia degli Apodidi, come il rondone comune, dal quale non è per niente semplice distinguerlo, dato che colore, dimensioni e abitudini sono molto simili. Come il r. c. vive in colonie, è un volatore instancabile e velocissimo, passa la maggior parte dalla vita in volo, riesce a catturare fino a 20.000 insetti al giorno.

  • Lunghezza: 16-18 cm.
  • Apertura alare: 39-44 cm
  • Piumaggio: è leggermente più chiaro di quello del r. c., tende al marrone caffelatte scuro e non è di colorazione omogenea. La punta delle ali è più arrotondata e la coda meno forcuta e più larga. La gola è marcatamente bianca.
  • Peso: 40 gr. circa.

E’ insettivoro, si nutre esclusivamente di insetti catturabili in volo (plancton aereo).

Nidifica comunemente nei centri abitati, costruendo il nido all’interno di cavità (muri, coppi, tegole) con saliva, materiale vegetale e purtroppo plastica; a Milano la quasi totalità delle colonie di rondone pallido censite trova nei cassonetti delle tapparelle comunemente in uso, il sito ideale alla costruzione del nido. Depone 2/3 uova covate per circa 20-24 gg. da entrambi i genitori che si occuperanno anche di sfamare i piccoli, volando instancabilmente per portare loro una sorta di «polpetta» di insetti che trasportano nel gozzo. L’involo dei nuovi nati avviene dopo circa 43-48 gg. e, una volta usciti dal nido, non vi fanno ritorno. Diversamente dal rondone comune, fermandosi in città fino ad ottobre/novembre, porta a termine generalmente due covate successive.

E’ migratore di lungo raggio; in Italia è presente e nidificante tra aprile e novembre, quindi se dopo l’estate vedete o sentite dei rondoni, si tratta quasi certamente di rondoni pallidi, dato che i comuni sono già partiti per l’Africa entro fine luglio. Come il rondone comune, è specie ancora diffusa ma necessita comunque di tutela.

Ascolta la sua voce
Picchio rosso
(Dendrocopos major)

Il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major (Linnaeus, 1758)) è un picchio di medie dimensioni con il piumaggio bianco e nero e una macchia rossa sulla parte bassa dell'addome. I maschi e i giovani presentano anche macchie rosse sul collo o sulla testa. È diffuso in gran parte dell'Eurasia e in alcune aree del Nordafrica. Nonostante nella maggior parte del suo areale sia una specie stanziale, gli esemplari delle regioni settentrionali possono effettuare migrazioni in seguito a scarsi raccolti di pigne. Alcuni individui hanno una tendenza innata a vagabondare, e ciò ha portato la specie a ricolonizzare spontaneamente l'Irlanda o a fare la sua comparsa come visitatrice occasionale in Nordamerica. I picchi rossi maggiori usano il becco come uno scalpello per scavare negli alberi in cerca di cibo o per costruire le cavità dove fare il nido, nonché per tamburellare per tenersi in contatto e per segnalare il possesso di un territorio; presentano particolari adattamenti anatomici per fronteggiare gli stress fisici provocati dall'azione di martellamento.

  • Lunghezza: 20-24 cm.
  • Apertura alare: 34-39 cm.
  • Piumaggio: è prevalentemente bianco e nero, con una macchia rosso sulla parte bassa dell'addome; nei maschi è presente una zona rossa anche sulla nuca.
  • Peso: 70-98 gr. circa.

Il picchio rosso maggiore è diffuso in aree forestali di ogni tipo ed ha una dieta molto varia, in quanto è in grado di estrarre semi dalle pigne, larve di insetto dall'interno degli alberi o uova e nidiacei di altri uccelli dai loro nidi. Nidifica in cavità scavate in alberi sia vivi che morti, con il fondo rivestito di trucioli. Ogni covata comprende in genere da quattro a sei uova di colore bianco lucido. Entrambi i genitori si dedicano alla cova, all'alimentazione dei pulcini e alla pulizia del nido. Quando i giovani si levano in volo, per una decina di giorni ancora continuano ad essere nutriti dai genitori, ed ogni genitore si assume la responsabilità di nutrire parte della nidiata.

Il picchio rosso maggiore è strettamente imparentato con altri membri del suo genere. Presenta un gran numero di sottospecie, alcune delle quali talmente distinte da poter essere considerate potenziali nuove specie. Occupa un areale vastissimo, ha una popolazione molto numerosa e non è minacciato su vasta scala, e viene pertanto classificato come «specie a rischio minimo» dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Falco Pellegrino
(Falco Peregrinus)

Rapace diurno di medie dimensioni noto per l’altissima velocità che raggiunge nel volo in picchiata, che può superare i 300 km/h.

  • Lunghezza: M 38-45 cm; F 46-51 cm
  • Apertura alare: M 89-100 cm. F104-113 cm.
  • Piumaggio: dorso e ali generalmente nero bluastro / grigio ardesia. Coda tozza e squadrata. La testa è caratterizzata da un «cappuccio nero» (al quale deve il nome per similitudine con il mantello indossato dai pellegrini) che contrasta con il collo e la gola bianchi.
  • Peso: M 440-480 gr. F 750-1250 gr.

Si nutre di uccelli anche delle dimensioni di un piccione, che caccia in volo con picchiate spettacolari.

Nidifica su pareti rocciose ma anche su palazzi, torri e campanili. Depone 2/4 uova (schiusa dopo 32/37 gg.) che vengono covate da entrambi i genitori.

E’ specie sedentaria, presente in tutto il mondo (tranne i poli); in Italia è diffusa uniformemente e nidifica regolarmente anche in alcune grandi città. Alla BAM si osserva in volo tra i grattacieli circostanti.

Ascolta il verso del Falco Pellegrino

Gallinella d'acqua
(Gallinula Chloropus)

E’ una specie acquatica comune che vive in laghi paludi, fiumi, canali, stagni dove ci sia vegetazione acquatica sulle rive o arbusti e rovi dove potersi nascondere e nidificare.

  • Lunghezza: 30-38 cm.
  • Apertura alare: 50-55 cm.
  • Piumaggio: piumaggio nero su collo e corpo e testa, brunastro sul dorso, con una striscia bianca irregolare sui fianchi al margine delle ali chiuse e evidente marcatura bianca a V rovesciata sotto la coda. Evidente lo scudo frontale e il becco rosso arancio con la punta gialla. Le gambe con lunghe dita sono giallo-verde chiaro.
  • Peso: 250-400 gr. circa.

Si nutre di insetti acquatici, piccoli pesci, crostacei, molluschi, materiale vegetale, erbe acquatiche, erba Si alimenta in acqua ma frequentemente esce ai margini della zona umida, brucando nella vegetazione circostante.

In Italia nidifica da maggio a luglio con 2-3 covate, nella folta vegetazione acquatica, sulle rive, su piccole isole, con un nido fatto di erbe. Depone fino ad 8-10 uova che cova per 20 giorni; i pulli dopo la schiusa seguono i genitori nella ricerca del cibo.

E’ specie territoriale che difende attivamente il suo spazio di nidificazione dagli altri uccelli schiamazzando e combattendo. Decisamente vocifera emette i suoi vocalizzi a trombetta e grugnito ed è una delle voci più frequenti della palude. In acqua nuotando muove ritmicamente testa e coda. Fuori dall’acqua ha una camminata elegante con la coda che si alza e abbassa in modo regolare. In italia è sedentaria ma anche migratrice, e ha popolazioni in buono stato di conservazione, a Milano frequenta tutti i corpi idrici con vegetazione ripale ed è una specie neocolonizzatrice e molto adattabile in nuovi ambienti umidi. Ascolta la sua voce

A cura di VoliaMO: Biodiversità in Morgagni

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