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La Botanica di BAM: La verità sempre taciuta sulle rose: nessuna di loro ha le spine!

La Botanica di BAM: La verità sempre taciuta sulle rose: nessuna di loro ha le spine!

Torniamo con la rubrica La Botanica di BAM, a cura del nostro Botanical Content Partner AG&P.

Quante volte abbiamo sentito frasi del tipo “ogni rosa ha le sue spine”, “non c’è rosa senza spine”, “chi vuole la rosa, deve accettare le spine”?
Ebbene tenetevi forte perché oggi sfateremo insieme un grande mito botanico: le rose non hanno le spine!


In botanica, le vere spine* (come quelle del cactus o degli agrumi) nascono dalle
strutture profonde della pianta: sono rami o foglie modificate e come tali sono direttamente collegate ai canali vitali della pianta. Staccare una spina significa quindi causare un danno strutturale nel corpo centrale vegetale; lascerebbe una piaga aperta che esporrebbe i tessuti interni, con la rischiosa fuoriuscita della linfa.

Quelle della rosa, invece, sono delle strutture totalmente diverse e si chiamano aculei* (o dardi). Si tratta di semplici modificazioni dell’epidermide, cioè sclusivamente della “pelle” esterna del fusto. È il motivo per cui, se spingete di traverso con il pollice, l’aculeo si stacca via in modo pulito senza “sfilacciare” il ramo, ma lasciando una piccola cicatrice superficiale, che non danneggia l’interno della pianta…Una sorta di piercing vegetale!


Ma vi siete mai chiesti perché alcune rose sembrano pronte per una battaglia
medievale, con aculei enormi, e altre sono quasi lisce?
Non è un caso: la forma e la quantità di questi strumenti rivelano la vera “identità” e la strategia di ogni pianta.

Le rose rampicanti, ad esempio, sviluppano aculei grandi e curvi verso il basso che funzionano come vere e proprie ancore da scalata, permettendo al fusto di aggrapparsi ai rami degli altri alberi e salire verso la luce del sole.
Le rose a cespuglio selvatiche, invece, preferiscono un’armatura dritto-affilata che serve da “bodyguard” contro gli animali golosi di germogli, come capre e conigli.


Alcune varietà storiche hanno persino sviluppato una fitta peluria di micro-aculei per bloccare gli insetti sgraditi che tentano di arrampicarsi fino al bocciolo!


E se oggi esistono rose quasi del tutto prive di armatura, il merito è di un mix tra storia e genetica: per secoli l’uomo ha incrociato le piante più docili per facilitare la potatura e la raccolta.


Recentemente la scienza ha persino individuato il “gene responsabile” della loro
formazione (chiamato LOG): manipolando o mutando questo gene, la pianta perde gli aculei…Ecco perché esistono anche rose completamente “lisce”!

Che siano grandi come ganci, piccoli come spilli o del tutto assenti, questi dettagli ci dimostrano che persino la parte più temuta della rosa nasconde un’ingegneria fantastica.
Avreste mai detto che dietro un semplice “Ahi!” si nascondesse così tanta ingegneria naturale?


Ora che conoscete questo segreto, avete il potere ufficiale di rovinare la poesia a tutti: la prossima volta che qualcuno citerà “non c’è rosa senza spine”, potrete correggerlo con un freddo: “In realtà sono aculei epidermici!”
Chi sarà la vostra prima “vittima” botanica? Taggatela nei commenti!


Glossario:

  • Spine: rigide protuberanze acuminate originate dalla trasformazione di una parte
    strutturale della pianta (come rami, foglie o radici) e quindi direttamente collegate al
    sistema vascolare della pianta.
  • Aculei: (o “dardi”): escrescenze rigide e appuntite originate da una modifica del
    tessuto superficiale dell’epidermide e quindi non connesse al sistema vascolare della
    pianta.
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