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Cosa c’è attorno a una rosa: insetti impollinatori

Cosa c’è attorno a una rosa: insetti impollinatori

Torniamo con la rubrica La Botanica di BAM, a cura del nostro Botanical Content Partner AG&P greenscape.

Le rose e gli altri fiori hanno più di un trucco per attirare gli impollinatori. Il profumo è uno dei richiami principali: cambia in intensità durante la giornata, seguendo ritmi regolati dalla luce e dall’orologio biologico. Ma anche colore, forma del fiore e contrasto degli stami funzionano come veri segnali visivi, aiutando gli impollinatori a individuare facilmente dove atterrare.


Le rose botaniche* e quelle a fiore semplice sono spesso le più apprezzate dagli impollinatori: il loro centro aperto lascia ben visibili stami*, polline* e nettare*, rendendo il fiore facile da raggiungere. Nelle varietà molto doppie, invece, parte degli stami si trasforma in petali: bellissime da vedere, ma non sempre altrettanto pratiche per api e bombi.


Ma a chi tocca questo arduo compito? Gli impollinatori non sono tutti uguali: api, bombi, farfalle, falene, coleotteri e sirfidi contribuiscono, ciascuno a modo proprio, alla vita dei fiori.


Avete mai notato buchi rotondi, ovali o semicircolari, dai bordi incredibilmente netti, sulle foglie o persino sui petali? Potrebbe essere passata un’ape tagliafoglie! Con le sue mandibole, questa piccola artigiana (nome latino Megachile centuncularis) ritaglia con precisione pezzetti di materiale vegetale e li trasporta al nido. Ma non per mangiarli: li usa per costruire delle vere e proprie camerette per la sua prole.


Le femmine si riconoscono anche per la caratteristica “scopa” di peli sul ventre, dove trasportano il polline. Quindi, la prossima volta che vedete un ritaglio perfetto su una foglia, non pensate a un danno: potrebbe essere il lavoro di una mamma che sta costruendo la nursery per la sua futura ape!


Nei giardini c’è poi un altro prezioso alleato che spesso passa inosservata: i sirfidi. A prima vista potrebbe sembrare una piccola vespa, grazie alle sue strisce gialle e nere, ma non lasciatevi ingannare: è una mosca, e non punge!
Questa somiglianza non è casuale, ma è un esempio di mimetismo, una strategia che le permette di confondere o scoraggiare i predatori. E se gli adulti si aggirano sui fiori alla ricerca di nettare e polline, la vera sorpresa arriva con la generazione successiva. Le larve di molti sirfidi sono infatti voraci predatrici di afidi, i famigerati “pidocchi delle piante” che possono ricoprire germogli e boccioli delle nostre rose.


Una singola larva può fare una vera e propria scorpacciata di afidi, arrivando a divorare anche centinaia di afidi durante il loro sviluppo e trasformandosi quindi in una piccola, instancabile squadra di pulizia naturale.


Una rosa sotto attacco infatti non è affatto indifesa. Quando afidi, acari o altri fitofagi iniziano a danneggiarla, la pianta può modificare le sostanze volatili che rilascia nell’aria, creando una sorta di SOS chimico. Questi segnali possono attirare insetti utili come vespe parassitoidi, coccinelle e crisopidi, veri e propri alleati naturali contro i parassiti. In alcuni casi il messaggio è sorprendentemente preciso: il profumo emesso da una pianta danneggiata può aiutare i predatori a localizzare proprio la zona in cui si trovano le loro prede. Insomma, la rosa non può scappare dai suoi nemici, ma può fare qualcosa di altrettanto efficace: chiamare qualcuno che li mangi al posto suo!


*Glossario:

  • Polline: Minuscoli granelli prodotti dai fiori. Le api lo raccolgono e lo trasportano al nido: è una fonte importante di proteine e altri nutrienti per le larve.
  • Nettare: Liquido zuccherino prodotto dai fiori. Le api lo raccolgono per ottenere energia e, nel caso delle api tagliafoglie, lo mescolano al polline per preparare il cibo della larva.
  • Stami: sono gli organi riproduttori maschili dei fiori. La loro funzione principale è quella di produrre il polline
  • Rosa botanica: è una specie di rosa originaria e presente in natura spontaneamente, non creata né modificata dall’uomo tramite ibridazioni o selezioni artificiali.
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