I Volti di BAM

#IAMBAM

Intervista a Derek Castiglioni.

Nuovo appuntamento con la rubrica I Volti di BAM. Vieni a conoscere la nostra GREEN Community!

Abbiamo incontrato Derek Castiglioni, outdoor space designer, che con entusiasmo contagioso ci ha raccontato di lui, di Milano e delle sue passioni.

DLa tua prima impressione sul progetto del parco pubblico Biblioteca degli Alberi?  

Derek: E’ un luogo meraviglioso ma, ancor prima di essere luogo, è un’idea fantastica. Un punto di aggregazione che mette in relazione le persone e i loro interessi con la natura e tutto questo nel cuore di Milano. Fantastico! Penso che BAM sarà sicuramente uno dei protagonisti della città del futuro.

D: Di dove sei? Dove sei nato, dove sei cresciuto? Descrivi questi posti.

Derek: Provengo dal nord di Milano, sono nato a Varese e cresciuto tra Gallarate, Busto e Legnano, dei medio-piccoli centri cittadini, a pochi chilometri da Milano. Posso dire di questi luoghi che sono aree dove poter crescere serenamente, subiscono l’influenza della grande città, ma allo stesso tempo hanno una loro indipendenza e autosufficienza sotto tutti i punti di vista. Hanno molti spazi verdi nonostante inizino ad avere già un aspetto cittadino. Penso siano stati degli ottimi luoghi dove crescere.

D3 cose che ami di Milano?

Derek: E’ una città meravigliosa, frizzante e dinamica. Molte sono le cose che amo di Milano, ma se dovessi fare una classifica, sicuramente sul podio metterei il suo essere a portata d’uomo. E’ una città che offre tutto, al pari delle più importanti città al mondo ma, a differenza di queste, è l’unica ad offrirti tanto in piccole distanze.
Seconda caratteristica che amo è la sua eleganza. Se ci si ferma a guardare Milano, le sue vie, i suoi palazzi, si scopre un’eleganza unica che la rende speciale.
In ultimo il suo dinamismo. E’ una città in continua evoluzione, che riesce a coniugare al meglio tradizione e innovazione.

DHai già partecipato a degli eventi culturali all’aperto? Ci racconti qualcosa?

Derek: A dire il vero, nonostante io passi molto del mio tempo all’aperto, non ho partcipato a molti eventi. Sicuramente tra quelli a cui ho partecipato, i concerti sono tra quelli che posso ricordare meglio.

D: Qual è stato l’evento culturale open air più stimolante a cui tu abbia mai partecipato?

Derek: Sicuramente uno degl’ultimi concerti a cui sono stato era allo stadio di San Siro, sold out, ed è stata un’esperienza incredibile.

D: Ti sei mai sentito animato da un’energia particolare mentre eri tra la folla a uno di questi eventi? Questa energia ti ha fatto sentire parte della comunità?

Derek: Appunto a questo concerto, l’energia era unica. Penso che poche cose possano dare la stessa energia della musica e se questa è cantata da migliaia di persone diventa esplosiva ed inclusiva allo stesso tempo. Non importa chi sei e da dove vieni, in quel momento diventi un tutt’uno con chi ti circonda, con il luogo e con le emozioni. 

D: Quando e dove ti sei sentito veramente in connessione con la natura?

Derek: Sono un designer, progetto arredi ma, ancor prima di questo, sono un paesaggista che nasce da una tradizione vivaistica. Molto spesso il mio lavoro mi porta a spendere diverso tempo all’aperto e a stretto contatto con la natura. Per mia grande fortuna ho una continua connessione con la natura. E’ una cosa che ti entra dentro, indipendentemente dal luogo. La natura ci circonda, è nelle nostre case, è sulla via del lavoro, è ovunque, non è necessario dover essere in un bosco per sentirsi in connessione con essa.

DDescrivici in 3 parole l’importanza degli spazi verdi nelle città.

Derek: Essenziali, vitali e aggreganti.

D: Come incoraggeresti la comunità a rispettare la natura?

Derek: Prendetevi 5 minuti del vostro tempo, dedicate questo tempo ad osservare attentamente la natura che vi circonda, dall’albero al più piccolo e apparentemente banale animale. Dedicategli la vostra attenzione, vi rendereste conto che anche dove non sembra o dove semplicemente ne diamo, senza grande importanza, scontata l’esistenza, esiste un incredibile e affascinante mondo.
Ecco, se riuscite a percepirne l’esistenza, cosa che non credo difficile, non potrete che prendere consapevolezza e, di conseguenza, rispettarlo.

D: E personalmente cosa pensi che potresti fare per rispettare madre natura?

Derek: Penso che si debba iniziare dai semplici gesti quotidiani, quelli che tutti noi pensiamo erroneamente che non facciano grande differenza. Dall’evitare di gettare a terra il semplice scontrino, a dosare in modo corretto l’utilizzo dell’acqua ed evitare l’utilizzo dell’auto se non necessario. Sono parecchie le cose che richiedono il minimo sforzo, ma che al contempo farebbero la differenza.

DQuali sono i tuoi hobby? C’è qualcosa che non hai mai provato ma che vorresti provare? 

Derek: Mi piace molto viaggiare e arricchirmi di esperienze nuove che questi viaggi mi danno, incontri, sapori, luoghi. Durante i miei viaggi capita spesso di visitare giardini botanici, musei, luoghi storici  e tutto quanto mi possa lasciare un ricordo, dare un emozione ed eventuali ispirazioni per il mio lavoro.

D: Ti sei mai creato delle amicizie durature attraverso i tuoi hobby?

Derek: Non capita spesso, essendo i miei viaggi sempre in luoghi diversi, ma a volte è capitato di incontrare persone con le quali mantengo tutt’oggi dei rapporti, capita di sentirci e a volte anche di rivederci.

DCosa fai per rimanere in forma? Hai una self-care routine? 

Derek: Quando mi è possibile, cerco di ritagliare del tempo per fare attività fisica.

D: Cosa pensi dell’evento a cui hai partecipato oggi?

Derek: Penso sia fantastico e un onore poter promuovere un’iniziativa così interessante per la mia città.

DQual è il tuo super potere?  

Derek: Nessun super potere in particolare. Sicuramente ciò che più si potrebbe avvicinare ad un super potere è l’ottimismo che mi accompagna in ogni cosa che faccio.

Foto di Tamu McPherson

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