I Volti di BAM

#IAMBAM

Intervista doppia a Kelly Russell Catella e Francesca Colombo.

Nuovo appuntamento settimanale con la rubrica I Volti di BAM. Vieni a conoscere la nostra GREEN Community!

Oggi incontriamo Kelly Russell Catella, direttore generale della Fondazione Catella, e Francesca Colombo, direttore generale culturale di BAM.

Kelly, cosa vuoi offrire alla città di Milano attraverso BAM?

Vogliamo dare vita ad un bellissimo luogo pubblico tramite esperienze civiche e culturali aperte a tutti. Un luogo che rappresenti e comunichi valori profondi come l’inclusività, la sostenibilità e il rispetto del prossimo anche se diverso da te.

Francesca, hai avuto un’importante carriera come direttore culturale, come ti sei avvicinata al progetto BAM? Quest’esperienza è molto diversa dai tuoi precedenti progetti?

Vengo spesso chiamata per lanciare progetti sfidanti e innovativi, come è stato per il festival MITO,  per la programmazione culturale di EXPO 2015… Questa volta l’avventura è differente, è creare BAM come un parco unico, un luogo con una forte identità e una sua voce. Il mio impegno è quello di creare un programma culturale ed educativo dove la natura è protagonista e fonte di ispirazione per gli artisti. 

D: La tua prima impressione sul progetto del parco pubblico Biblioteca degli Alberi?  

Kelly: Premetto che questo progetto si basa su tre concetti fondamentali: sentieri che connettano il parco con l’area circostante, zone circolari con diverse specie di piante che possano creare spazio per attività all’aria aperta di diverso genere e campi che risultino come open spaces verdi o aree di landscape design che formino una sorta di motivo geometrico. Inoltre la Biblioteca degli Alberi è l’unico parco milanese senza recinzioni. Tutto questo si declina perfettamente con la nostra filosofia sullo spazio pubblico integrato nello sviluppo urbano, con l’obiettivo di aumentarne connettività, qualità e biodiversità.  

Francesca: Mi affascina BAM per essere con i suoi numerosi viali un luogo che connette parti di città con un passato civico, storico e architettonico molto diverso. Mi piace la biodiversità delle piante e degli alberi, la loro differente e globale provenienza geografica e il carattere che Petra Blaisse ha data agli spazi: dall’aspetto “sauvage” delle perenni di Piet Oudolf alla geometrica circolarità delle stanze di alberi.

D: Da dove vieni? Dove sei nata e dove sei cresciuta? Descrivici questi posti.

Kelly: Sono nata in una piccola città della Georgia, negli Stati Uniti, ma sono cresciuta in Alabama e Florida, principalmente in campagna. Ho sempre passato la maggior parte del mio tempo all’aria aperta nella nostra piccola tenuta di famiglia. Il mio nonno diceva sempre “ama la terra”, e per ogni albero che dovevamo tagliare, ne piantavamo altri 5. Già allora, negli anni 70, questa era la sua idea di sostenibilità e questi ricordi ed insegnamenti sono profondamente radicati in me.

Francesca: Sono nata a Lecco, una città che si affaccia sul Lago di Como e dove poi riprende il corso il fiume Adda. Alessandro Manzoni, nell’incipit dei Promessi Sposi, così la descrive: “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi”. Per me Lecco rappresenta la mia infanzia, le ferrate con mio padre e l’esplorazione con la mia famiglia di tutte le cime nella loro inimitabile bellezza: il San Martino, la Grigna la Grignetta, il Grignone e il Resegone, dall’inconfondibile profilo a sega che porto sempre nel mio cuore.

D: 3 cose che ami di Milano 

Kelly: Vivo a Milano da quasi 25 anni e questa città mi ha dato molto. Da quando vivo qui è cambiata tantissimo, in maniera positiva. C’è un’attenzione maggiore alla qualità dell’ambiente urbano, il che rende passeggiare per la città molto più piacevole. Mi piace che Milano non sia troppo grande ma comunque internazionale, puntellata da diversi motori economici nei settori di creatività, come la moda e il design.

Francesca: Il carattere understatment di Milano, la sua capacità di raggiungere l’eccellenza in molti  campi (design, moda, musica, architettura..) senza mai essere eccessiva. L’architettura del Bramante, dalla cupola di Santa Maria alle Grazie alla prospettiva in San Satiro e quella del Piermarini con il Teatro alla Scala e i Giardini di Porta Venezia. L’intimità di certi spazi interni nascosti, segreti e celati ai più: i cortili, i chiostri e, come diceva Savinio, la morbidezza dei giardini interni come il chiostro delle Umiliate dietro Sant’Ambrogio e il giardino di Casa degli Atellani.

D: Hai già partecipato a degli eventi culturali all’aperto? Ci racconti qualcosa? 

Kelly: Tantissimi, sono sempre stati parte della mia quotidianità. Eravamo in 5 tra fratelli e sorelle, tutti molto presenti e coinvolti nelle attività della comunità. Feste in chiesa, falò prima delle partite di football, picnic, maratone di beneficenza, cacce al tesoro…forse i Milanesi non li considererebbero eventi propriamente culturali, ma di sicuro erano momenti di aggregazione sociale che hanno reso anche le esperienze più semplici, speciali, facendo incontrare persone diverse e creando una rete di supporto sociale.

Francesca: La mia passione per la musica mi porta spesso a viaggiare inseguendo concerti in tutto il mondo. Ricordo un bellissimo Carmina Burana in Odeonsplatz a Monaco di Baviera, un concerto barocco in un cortile a Salisburgo, le bande di paese e le pizziche del Sud Italia, momenti musicali in alta quota sulle Dolomiti.

D: Qual è stato l’evento culturale open air più stimolante a cui tu abbia mai partecipato?

Kelly: Sono andata con la mia famiglia al Memorial Center di New York del 9/11. Il modo in cui lo spazio pubblico è stato creato, in concomitanza con come è stato gestito questo specifico evento, ha davvero aiutato a mettere il focus su alcuni dei reali problemi della società di oggi: la mancanza di inclusione, integrazione e diversità.   E’ proprio questo che vogliamo fare col programma culturale di BAM, che si ispira agli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dall’ONU. Così, tramite eventi pubblici aperti a tutti, possiamo parlare, informare e creare una nuova coscienza civile.  

Francesca: Per me ad oggi rimane insuperabile  il concerto di chiusura di MITO 2009 che ho organizzato con una festa a ritmo di swing nell’hangar dell’aeroporto di Linate, per la prima volta aperto ad un concerto pubblico. Il pubblico faceva un vero e proprio check in, gli aerei continuavano a decollare ed a atterrare… e l’atmosfera era davvero magica.

D: Quando e dove ti sei sentita veramente in connessione con la natura? 

Kelly: Quando sono sulla riva del fiume che passa la nostra piccola tenuta in Alabama.  

Francesca: Quando abbraccio i faggi dell’Alpe Oro al Pian delle Betulle, nel silenzio più assoluto.

D: Descrivici in 3 parole l’importanza degli spazi Verdi nelle città.

Kelly: Persone. Natura. Condivisione.

Francesca: Contemplazione, Respiro dalla quotidianità, Verde contemporaneo che stimola.

D: Come incoraggeresti la comunità a rispettare la natura? 

Kelly: Comportandoci ogni giorno come vorremmo che gli altri si comportassero.  

Francesca: Suggerisco di osservare la natura con lo stesso stupore dei bambini..e di ammirare quanta bellezza ci dona.  

D: E personalmente cosa pensi che potresti fare per rispettare madre natura?  

Kelly: Negli ultimi anni si è spesso dato tutta la responsabilità alle istituzioni pubbliche e grandi imprese, per il loro comportamento poco sostenibile. Io credo che il cambiamento debba anche partire dal singolo individuo. Se decidessimo di usare i mezzi pubblici invece della macchina,  diminuiremmo la quantità di gas emessi e quindi le multinazionali si troverebbero costrette ad esplorare nuovi modelli economici sostenuti da energia pulita. Se smettessimo di usare bottiglie di plastica monouso, obbligheremmo tutti i produttori d’acqua a proporre nuove alternative. Queste sono le regole base della catena della domanda e dell’offerta. Credo che negli ultimi 50 anni la società sia diventata troppo miope e guidata dalle piccole soddisfazioni immediate e spesso è stata presa la scorciatoia più breve senza pensare alle conseguenze più drammatiche sull’ambiente. Spetta a noi rompere questo ciclo.

Francesca: Cerco di dare il mio contributo nei gesti quotidiani e anche con il mio impegno professionale. Oggi è forse più facile capirlo, ma dieci anni fa non era così “di moda” parlare di questi temi.  E nel mio lavoro, ho dedicato tanto tempo e fortemente richiesto l’impegno a tutto lo staff per gestire il primo festival musicale in Italia ad impatto zero. Nel 2011,  abbiamo donato alla città di Milano un albero per ogni giorno di evento e compensato le emissioni di CO con la creazione e la tutela di 130.000 mq di foresta. E così per tutte le edizioni a seguire.

D: Quali sono I tuoi hobby? C’è qualcosa che non hai mai provato ma che vorresti provare? 

Kelly: Adoro cucinare quando ho tempo.  Mi piace viaggiare e scoprire nuovi posti con la mia famiglia che trovo sempre stimolante. In generale sono molto aperta a nuove attività ma mi rendo conto che in questa fase della vita preferisco dedicare tempo ai miei figli e vederli coltivare nuovi interessi, piuttosto che crearmi nuove attività per me stessa.

Francesca: Non posso fare a meno di suonare il mio pianoforte, che è il mio migliore amico e mi ha seguito in tutti i miei “pellegrinaggi”. Amo la musica, l’opera lirica, il teatro e l’arte. Ricarico le batterie con i viaggi e coccolando i miei animali.

D: Cosa fai per rimanere in forma? Hai una self-care routine?   

Kelly: Cerco di avere una dieta salutare, bilanciata e stagionale. Mangio di tutto ma in maniera disciplinata e non posso cenare senza un bicchiere di vino rosso.  Faccio Yoga e uso diversi oli essenziali a seconda del mio umore ed energia. Ora mi piace molto lo Ylang Ylang. Per questa stagione è perfetto: rilassante ma energetico.

Francesca: Sono molto sportiva e sempre in movimento. Cerco di prendermi cura anche della mia mente con la meditazione, lo yoga e gli olii essenziali. Sulla dieta non sono sempre diligente: adoro il cibo e il vino! 

D: Qual è il tuo super potere?  

Kelly: Mi piacerebbe che fosse la gentilezza. Credo che in questo periodo sia una qualità troppo sottovalutata.  

Francesca: Non penso di avere super poteri… sono molto curiosa e sempre alla ricerca dell’armonia e del bello!

Foto di Tamu Mc Pherson

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