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Ginkgo
Collezione botanica

Ginkgo

Nome comune: Ginkgo

Nome latino: Ginkgo biloba

Famiglia: Ginkgoaceacae

Origine: Cina sud-orientale

Caratteristiche:

Pianta arborea unica nel suo genere in tutto il pianeta, è una specie passata indenne, attraverso milioni di anni, ai vari sconvolgimenti che hanno influenzato la vita della Terra e che hanno portato, ad esempio, alla scomparsa dei dinosauri. Per tali ragioni Charles Darwin, definì questa pianta come “un vero e proprio fossile vivente”. Il nome Ginkgo trae origine da un’errata interpretazione dei termini cinesi yin (argento) e xing (albicocca), riferiti alla forma ed al colore dei frutti (letteralmente yinxing «albicocca d’argento».
Introdotto in Europa nel 1700 questo albero è ampiamente diffuso nel mondo; coltivato per molti scopi in condizioni ottimali può raggiungere i 40 m di altezza e grandi circonferenze, fino a 8 metri. Ha una chioma piramidale; rada in età giovanile che si addensa a maturità. La corteccia è liscia da giovane con colore grigio-argenteo, poi assume un marrone scuro con evidenti costolature suberose.
Le foglie hanno una colorazione, verde tenue in primavera, tendente a scurirsi durante l’estate, fino ad assumere tonalitа giallo dorato in autunno. La loro forma caratteristica è flabelliforme (a ventaglio) intero sui microblasti e nelle piante più vecchie, profondamente diviso in due lobi sui macroblasti e negli esemplari più giovani (da cui il termine biloba). Il Ginkgo è una pianta dioica, cioè con esemplari maschi e femmine. Viene impiegato come pianta ornamentale e da alberatura stradale perché resiste bene alle avversità climatiche, all’inquinamento e non ha parassiti significativi. In Giappone e Cina è stato coltivato a lungo nei templi perché ritenuto pianta sacra.

Curiosità: in Estremo Oriente i semi sono considerati una prelibatezza e vengono mangiati dopo essere stati arrostiti.

Selezione per il parco: pianta impalcata alta; circonferenza fusto 30-35 cm; altezza 6-7 metri.

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