Un giardino contemporaneo concepito come una biblioteca botanica urbana con un incredibile patrimonio vegetale: oltre 100 specie botaniche, 500 alberi che formano 22 foreste circolari e 135.000 piante tra aromatiche, siepi, arbusti, bulbi, rampicanti, piante acquatiche ed erbacee.
Frasi poetiche e botaniche corrono poi lungo i sentieri, dando vita a una scacchiera di stanze verdi comunicanti.

22 foreste circolari

500 alberi

135.000 piante

34.000 mq di prato

10.000 mq di prato fiorito

Foreste Circolari

Sorbo domestico
Sorbus domestica

Nome comune Sorbo domestico Nome latino Sorbus domestica Famiglia Rosaceae Origine Europa centrale e meridionale Caratteristiche

L’albero di sorbo può raggiungere 15 m di altezza e 10 m di larghezza; ha una crescita lenta ma è molto longevo e può diventare pluricentenario. Le foglie sono composte e pennate lunghe fino a 20 cm e le foglioline sono oblunghe, lievemente seghettate e con un colore verde scuro. La fioritura avviene alla fine del periodo primaverile e i fiori sono raccolti in grandi corimbi a forma di cono, larghi circa 10 cm e di colore bianco o bianco crema. I frutti sono dei pomi di forma globosa o piriforme chiamati sorbe, hanno una colorazione che varia dal giallo-verde al giallo-rosso e, così come i fiori, sono presenti in piccoli mazzetti. Quando non hanno ancora raggiunto la piena maturazione, le sorbe sono molto aspre e poco appetibili, mentre, a completa maturazione, possono raggiungere un buon grado di dolcezza. Verso settembre le foglie iniziano lentamente a cambiare colore passando da giallo intenso fino ad un rosso acceso. Nel periodo autunnale, il sorbo appare come una bellissima pianta ornamentale.
Curiosità Sin dai tempi dei romani, il frutto è stato utilizzato per curare disturbi intestinali e come additivo per la conservazione del sidro di mele. Selezione per il parco: Pianta impalcata alta; circonferenza fusto 30-35 cm; altezza 3-4 metri.

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Corniolo o albero delle fragole
Cornus kousa subsp. chinensis

Nome comune: Corniolo o albero delle fragole Nome latino: Cornus kousa subsp. chinensis Famiglia: Cornaceae Origine: Cina Caratteristiche: Albero di dimensioni ridotte con chioma arrotondata ed espansa a maturità, portamento eretto, che raggiunge al massimo un’altezza e un diametro chioma di 7-9 metri. Presenta una crescita molto lenta e prima che la pianta raggiunga il suo sviluppo massimo sono necessari in media 20-50 anni. Predilige suoli acidi e ben drenati e si sviluppa al meglio in pieno sole o in leggera ombra. In tarda primavera questo spettacolare albero fiorito si ricopre di innumerevoli brattee bianco crema di considerevoli dimensioni che regalano alla pianta un aspetto di grande pregio. Le brattee sono in realtà quattro foglie modificate che circondano i veri fiori, piccoli e di colore giallo-verdastro. Ai fiori seguono appariscenti frutti verdi peduncolati, bacche globose, che maturano arrossandosi nella tarda estate e nel primo autunno fino a diventare di un color rosso acceso. Risultano molto particolari e piacevoli alla vista per molte settimane, ma gli uccelli ne vanno ghiotti, per cui scompaiono velocemente dai nostri giardini non appena maturi. Le foglie decidue sono semplici, ovali e dalla forma appuntita, color verde scuro in estate e con una significativa variazione di tonalità rosso-arancio- violacea durante l’autunno. La corteccia in questa pianta è molto decorativa ed appariscente, negli esemplari maturi l’estesa esfoliazione sviluppa un’intensa luminosità nel grigiore del giardino invernale. Curiosità: i frutti sono commestibili e simili a piccole fragole. Selezione per il parco: pianta a portamento arbustivo; policormiche; altezza 130-180 centimetri.

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Pioppo lombardo
Populus nigra ‘Italica’

Nome comune: Pioppo lombardo Nome latino: Populus nigra ‘Italica’ Famiglia: Salicaceae Origine: Italia settentrionale Caratteristiche: Il nome del Genere, di etimologia incerta e diverse interpretazioni a seconda dei luoghi, era già in uso presso gli antichi Romani, quello specifico, nigra, invece si riferisce alla corteccia più scura di quella di altre specie congeneri. Albero a portamento eretto e slanciato, chioma colonnare e molto ramificata, non estremamente longevo (90-100 anni), alto fino a 30 m e con diametro tronco fino ad 1 m. Fusto di norma diritto, spesso con vistose protuberanze, con corteccia grigio-brunastra, screpolata e profondamente fessurata negli individui adulti. E’ invece bianco-grigiastra e liscia in piante giovani. Non richiedono particolari potature, se non per l’eliminazione di branche rotte o pericolanti e per la rimonda del secco. Le foglie sono a lamina triangolare-romboidale, acute od acuminate all’apice, lisce e glabre, verdi scure lucenti sulla pagina superiore della foglia, verde-giallino e più opache sulla pagina inferiore. E’ una specie dioica in quanto porta i fiori maschili e femminili su individui separati. Gli individui maschili presentano infiorescenze ad amenti cilindrici penduli di colore rosso, mentre quelli femminili sono più lunghi e sottili di colore grigio-rosato. La fioritura avviene prima della fogliazione tra marzo e aprile. I frutti si presentano in infruttescenze formate da piccole capsule ovali, che si fendono a maturità liberando numerosi semi muniti di un ciuffo di peli cotonosi, facilmente trasportati dal vento. Viene spesso coltivato a scopo ornamentale all’interno di parchi e soprattutto in filari, che caratterizzano numerosi viali italiani. Curiosità: habitat per uccelli, pipistrelli e scoiattoli. Selezione per il parco: pianta impalcata bassa; circonferenza fusto 35-40 cm; altezza 8-9 metri.

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Pino nero
Pinus nigra

Nome comune: Pino nero Nome latino: Pinus nigra Famiglia: Pinaceae Origine: Europa sud-occidentale Caratteristiche: Il nome del genere Pinus è di origine incerta, probabilmente deriva dal latino ‘pix, pic, picis’ (pece, pungere, resina) e sottolinea la caratteristica resina del suo legno. Il nome specifico, nigra, invece deriva dal colore della corteccia, scura e con sfumature nere. È una conifera che si adatta a condizioni climatiche difficili e a terreni poveri, ha portamento conico-espanso, può raggiungere i 20-30 m ma ci sono esemplari unici di oltre 50 m. La chioma è densa e negli individui giovani tende ad essere piramidale, negli anni invece diventa più disordinata e assume una forma arrotondata con la cima appiattita. Il tronco dritto presenta numerose branche che si inseriscono ad angolo retto disposte in palchi sovrapposti. Gli esemplari più vecchi tendono a perdere i rami più bassi. La corteccia di colore grigio-nero si presenta spessa e solcata in superficie da scaglie di forma irregolare. Le foglie verde scuro, sempreverdi e aghiformi, sono riunite a gruppi di due, lunghe 8-17 cm circa, rigide e pungenti. Le strutture riproduttive maschili e femminili sono presenti sulla stessa pianta: quelle maschili sono strobili ovali di colore giallo-dorato che compaiono in gruppi, quelle femminili sono strobili rossi che compaiono in coppie. Le infruttescenze sono pigne di colore bruno, di forma conico- ovoidale e allargate nella parte basale a maturità. Compaiono sulla pianta solitarie o riunite a gruppi di 2-4. I pinoli, presenti all’interno, sono eduli come quelli del Pino domestico. Il legno è poco pregiato e viene utilizzato prevalentemente per lavori edilizi e per la produzione di carta. Curiosità: è una pianta molto longeva che può vivere fine a 500 anni. Selezione per il parco: pianta impalcata ad 1,5 m; circonferenza fusto 30- 35 cm; altezza 4-5 metri.

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Pioppo bianco
Populus alba

Nome comune: Pioppo bianco Nome latino: Populus alba Famiglia: Salicaceae Origine: Europa, Africa settentrionale e Asia centrale Caratteristiche: Il genere Populus, di etimologia incerta e diverse interpretazioni a seconda dei luoghi, era già in uso presso gli antichi Romani. Secondo alcuni autori Populus starebbe per arbor populi ovvero ‘albero del popolo’, denominazione probabilmente dovuta all’incessante fruscio delle foglie, paragonabile al brusio della folla. La specie, alba, si riferisce alle foglie, bianche e tomentose nella pagina inferiore. Anche la corteccia che da giovane è liscia e grigiastra, in fase intermedia assume un colore biancastro, con evidenti lenticelle a disposizione anulare; a maturità è nerastra e scabra solo nella parte bassa del fusto. Albero deciduo alto fino a 30-35 m, abbastanza longevo, a fusto eretto, spesso sinuoso o ramificato, con grosse branche principali, chioma ampia e largamente arrotondata. Le foglie sono semplici con un lungo picciolo e sulla pianta è presente un accentuato eteromorfismo fogliare. Le foglie dei rami più vigorosi e dei polloni sono lobate con il margine dentato e lunghe 5-10 cm. Quelle dei rametti sono ovali o ellittiche, prive di dentellatura e con lobi appena accennati. Entrambe sono dapprima bianche sulle due facce, poi verde intenso sulla pagina superiore e tomentose nella pagina inferiore. I fiori unisessuali, maschili e femminili, sono portati su piante differenti. Entrambi presentano amenti che compaiono in febbraio-marzo, prima dell’emissione delle foglie. I frutti, riuniti in infruttescenze pendule, sono delle capsule ovali peduncolate con la superficie liscia che libera numerosi semi provvisti di lunghi peli cotonosi nei mesi primaverili. Curiosità: dalla pianta si ricavano diversi prodotti da erboristeria con effetti benefici. Selezione per il parco: pianta impalcata alta; circonferenza fusto 20-25 cm; altezza 8-9 metri.

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Betulla himalayana
Betula utilis ‘Doorenbos’

Nome comune: Betulla himalayana Nome latino: Betula utilis ‘Doorenbos’ Famiglia: Betulaceae Origine: Himalaya Caratteristiche: Il nome del genere è un latinismo, deriva dal latino betulla, che a sua volta è d’origine gallica. Le piante del genere sono conosciute nei Paesi germanici con il nome di Birke (tedesco) e birch (inglese), da una radice indoeuropea *bherəg-, che significa ’splendente, bianco’. Albero ornamentale, a foglia caduca, spesso ramificato fin dalla base, a crescita rapida e che può raggiungere i 20 m di altezza. La corteccia è di un colorazione biancastra, particolarmente intensa nella varietà ‘Doorenbos‘, ha una consistenza cartacea, si sfalda col tempo in sottili lamelle scoprendo la scorza più giovane che è ancora più chiara. Il colore bianco del tronco è dovuto ad una sostanza, la betulina, presente nei tessuti posti nella parte più esterna che diventano bianchi al sole. Le foglie hanno sui rami una disposizione spiralata, sono provviste di stipule caduche cordiformi, margine doppiamente seghettato, sono verdi scure e virano in un colore giallo intenso in autunno. I fiori unisessuali compaiono generalmente ad aprile-maggio e sono riuniti in amenti penduli: quelli maschili hanno una colorazione giallastra e sono lunghi 3-5 cm, mentre quelli femminili hanno dimensioni inferiori e un colore verdastro. I frutti sono riuniti in un’infruttescenza di forma cilindrica, formata da caratteristiche squame trilobe, che a maturità si sfaldano disperdendo i semi alati. Il legno della betulla è utilizzabile per mobili, intaglio e compensati. Dal legno e della corteccia si ottengono olii impiegati come disinfettanti, antiparassitari e nell’industria della concia. Inoltre la linfa zuccherina serve, in seguito a fermentazione a preparare vino, birra e aceto di betulla. Curiosità: la corteccia era usata in India come carta per iscrizioni religiose. Selezione per il parco: pianta impalcata bassa; policormica; circonferenza fusto 35-40 cm; altezza 6-8 metri.

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Liriodendro o Albero dei tulipani
Liriodendron tulipifera ‘Fastigiata’

Nome comune: Liriodendro o Albero dei tulipani Nome latino: Liriodendron tulipifera ‘Fastigiata’ Famiglia: Magnoliaceae Origine: Canada e Stati Uniti orientali Caratteristiche: Il nome deriva dalle sue bellissime fioriture a coppa, simili ai tulipani, che possono raggiungere oltre 6 centimetri di diametro. La parola léirion in greco significa “giglio” e déndron “albero”. Albero deciduo di prima grandezza, può superare i 30 m di altezza, a velocità di crescita media, portamento colonnare e tronco eretto. Le foglie, inconfondibili e dalla forma molto originale, sono grossolanamente quadrate e palmate, con quattro lobi appuntiti e l’apice tronco. In primavera ed estate hanno un colore verde tenue, più scuro sulla pagina superiore, mentre in autunno assumono una colorazione giallo-oro intensa. I fiori compaiono in estate, generalmente in giugno-luglio, sono di colore verde-giallo, lunghi circa 5 centimetri, hanno forma di coppa e sono simili a tulipani, da cui deriva il nome volgare ‘albero dei tulipani’. C. La corteccia è grigio-verde da giovane e assume poi con l’etа un aspetto rugoso e fessurato. Importato nel 1700, è un albero molto coltivato ed apprezzato in parchi, viali e giardini cittadini per il particolare aspetto delle foglie, dei fiori e del colore autunnale. Gradisce posizioni soleggiate e terreni tendenzialmente acidi, freschi e ben drenati, non calcarei. Resiste moderatamente a siccitа, salinitа e ristagno idrico. Curiosita: il legno di liriodendro era usato dai nativi americani per fabbricare canoe. Selezione per il parco: pianta impalcata bassa; circonferenza fusto 30-35 cm; altezza 7-8 metri.

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Salice piangente
Salix babylonica

Nome comune: Salice piangente Nome latino: Salix babylonica Famiglia: Salicaceae Origine: Cina (Genere) Caratteristiche: L’etimologia del nome pare essere di origine celtica, da sal-lis che significa vicino all’acqua. Altre interpretazioni si rifanno al termine greco salos, che significa oscillazione, in riferimento alla particolare flessibilitа dei rami. Il termine latino babylonica invece deriva da un malinteso di Linneo sul fatto che quest’albero fosse descritto nella Bibbia nel salmo 137. E’ un albero deciduo ad accrescimento veloce che raggiunge normalmente l’altezza di 10-15 m (ma può arrivare a 25 metri), con notevole resistenza al freddo, che prediligie un esposizione in pieno sole o a mezza ombra, terreni ricchi e profondi. Spesso possono essere posti a dimora in luoghi in cui molte altre essenze soffrirebbero, infatti crescono senza problemi su terreni umidi e acquitrinosi. I rami sono penduli e sottili, l’albero assume così un portamento particolare, cascante e riverso in basso, da qui deriva il nome comune di salice ‘piangente’. Le foglie di colore verde chiaro, strette, lunghe, appuntite e con margini finemente seghettati sono disposte a spirale. Nel periodo autunnale, prima di cadere, assumono uno stupendo tono giallo-dorato. I fiori, come in tutti i salici, sono riuniti in amenti, che appaiono precocemente in primavera. Gli amenti maschili e femminili fioriscono in aprile-maggio e compaiono su alberi distinti, la pianta è infatti dioica. I frutti sono capsule contenenti numerosissimi piccoli semi provvisti ciascuno di un ciuffo di peli bianchi e setosi. Dato il loro portamento caratterisitco e maestoso vengono spesso utilizzati come esemplari isolati nei prati o nei pressi di specchi d’acqua. Curiosita: salici possiedono proprietà curative contro febbre e influenza. Selezione per il parco: pianta impalcata alta; circonferenza fusto 40-50 cm; altezza 8-9 metri.

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Acero rosso
Acer rubrum ‘October Glory’

Nome comune: Acero rosso Nome latino: Acer rubrum ‘October Glory’ Famiglia: Sapindaceae Origine: Europa e centro america Caratteristiche: L’etimologia del nome generico è di origine latina, da acer che significa acuto, pungente, in riferimento alle foglie. Rubrum è riferito alla caratteristica colorazione rosso brillante delle foglie in autunno. Albero a crescita rapida, di grandi dimensioni, se coltivato raggiunge i 15-20m, portamento colonnare. Coltivato in Europa per la sua splendida colorazione autunnale delle foglie che divengono di un color rosso vivo che poi vira al giallo e all’arancio. È un’ albero deciduo di grandi dimensioni, con tronco diritto e portamento a chioma espansa. Predilige terreni freschi e umidi. Alta resistenza all’inquinamento. Le foglie sono opposte, lobato-palmate con 3 o 5 lobi, apici appuntiti e seghettati. Questo sono di colore verde, che diventa di uno splendido giallo, arancione e rosso scarlatto in autunno. I fiori sono piccoli, poco significativi di colore rosso, riuniti in grappoli densi e peduncolati. La samara è il tipico frutto degli aceri con seme alato per la diffusione della specie. I frutti dell’acero rosso sono delle disamare (doppie) alate e divergenti da 50 a 60 gradi. Questo albero di grande effetto scenografico è idoneo per parchi e giardini, filari alberati, argini fluviali e zone umide, schermi frangi vento, schermi anti rumore, siepi agrarie, uso paesaggistico e parzialmente idoneo per zone costiere marine, aree industriali. Curiosità: anche i piccioli delle foglie sono particolarmente rossi, caratteristica che li distingue da numerosi altri aceri. Selezione per il parco: pianta impalcata alta; circonferenza fusto 30-35 cm; altezza 7-8 metri.

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Frassino maggiore
Fraxinus excelsior

Nome comune: Frassino maggiore Nome latino: Fraxinus excelsior Famiglia: Oleaceae Origine: Europa, Turchia e Caucaso Caratteristiche: Il genere, Fraxinus, ha origine incerta e secondo alcuni autori deriva dal greco frasso ‘difendo’, ‘assiepo’, mentre la specie, excelsior, si riferisce all’imponenza di questo albero che può raggiungere anche 40 metri di altezza. Albero deciduo di grandi dimensioni, dal portamento slanciato e maestoso negli esemplari isolati. Il tronco, che può superare il metro di diametro, è dritto e cilindrico, con la corteccia inizialmente liscia, di colore grigio- verdastro e macchie chiare, tende ad assumere toni grigio-brunastri e fessurazioni longitudinali con l’età. I rami sono lisci, di colore verdastro chiaro e inseriti sul tronco in maniera opposta tra loro. Le gemme sono molto evidenti, tomentose, opposte, di colore nero e la gemma posta all’apice dei rami è di dimensioni maggiori rispetto alle altre. Le foglie sono composte e molto grandi, anche più di 25 centimetri, opposte, imparipennate, con 7-15 foglioline lanceolate, ad apice acuto, margine fogliare finemente seghettato, con colore verde intenso nella pagina superiore e più chiare in quella inferiore. All’inizio della primavera, sui rami ancora privi delle foglie, compaioni i fiori riuniti in pannocchie ascellari. I frutti sono delle samare, lunghe fino a 6 cm, peduncolate e riunite in grappoli. Inizialmente hanno una colorazione verde chiaro poi, in seguito a maturazione, diventano giallastre e infine rossicce rimanendo attaccate ai rami per tutto l’inverno. Curiosità: il legno veniva un tempo utilizzato per fabbricare gli sci. Selezione per il parco: pianta impalcata alta; circonferenza fusto 30-35 cm; altezza 6-7 metri.

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Storace americano
Liquidambar styraciflua

Nome comune: Storace americano Nome latino: Liquidambar styraciflua Famiglia: Hamamelidaceae Origine: Stati Uniti orientali, Messico e Guatemala Caratteristiche: Il nome della pianta sottolinea, in entrambe le denominazioni la caratteristica di quest’albero di secernere una sostanza resinosa di colore ambrato. Liquidambar, è una parola formata da un sostantivo latino liquidus ‘liquido’ e da uno arabo ambar ‘ambra’. Il termine styraciflua invece significa albero da cui sgorga lo storace, una sostanza usata in medicina, cosmetica e nelle industrie conciarie. Albero deciduo a crescita lenta che raggiunge i 35 metri di altezza (fino a 50 m nei luoghi di origine) e 10 di diametro, a chioma piramidale quando la pianta è ancora giovane e che successivamente tende a diventare tondeggiante. Le foglie sono lucide, di colore verde scuro, alterne, palmate e a forma di stella, hanno 3-5 lobi ad apice appuntito. Nel periodo autunnale, prima della loro caduta, assumono stupende colorazioni che virano dal giallo- arancio allo scarlatto intenso. Il fusto presenta una corteccia di colore bruno, molto rugosa e caratterizzata da solchi longitudinali ed escrescenze suberose profondamente fessurate, che diventano sempre più evidenti con l’invecchiamento della pianta. Anche i rami sono caratterizzati dalla presenza di queste creste suberose. I fiori sono insignificanti e compaiono in marzo. Ad essi seguono numerosissimi frutti, riuniti in infruttescenze quasi sferiche di diametro 3-4 cm, costituite da un insieme di capsule, ognuna delle quali termina con un uncino di consistenza legnosa. Questi frutti, molto ornamentali, permangono sulla pianta per molte settimane e attraggono uccelli e altri animali selvatici. Curiosità: dalla corteccia si estraee una resina profumata. Selezione per il parco: pianta impalcata alta; circonferenza fusto 30-35 cm; altezza 6-7 metri.

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Carpino bianco
Carpinus betulus

Nome comune: Carpino bianco Nome latino: Carpinus betulus Famiglia: Betulaceae Origine: Europa, Caucaso, Turchia e Iran Caratteristiche: Il genere, Carpinus, si fa risalire ai termini celtici car ‘legno’ e pin ‘testa’. Infatti sembra che il legno di questi alberi fosse impiegato per fare i gioghi per il bestiame bovino. Il carpino bianco si distingue dal cugino carpino nero perchè le sue foglie non presentano nervature terziarie. Albero deciduo di medie dimensioni, alto fino a 20 metri, comune in tutta Italia nei boschi, fino ai 900 metri di altitudine, anche in posizioni ombreggiate. Sopporta bene le potature ed ha la caratteristica di trattenere le foglie morte per tutta la stagione invernale. Dotato di ampia adattabilità, vegeta bene sia in climi freddi, sia in climi temperato-caldi, resiste ai freddi intensi, ma teme la siccità prolungata. Le foglie sono semplici, ovali ed acuminate, ad inserzione alterna, lunghe 5-10 cm, doppiamente dentate e con le nervature assai evidenti. La pagina superiore è verde scuro e glabra mentre quella inferiore è più chiara e pubescente. In autunno le foglie assumono inizialmente una bella colorazione giallo-arancio, poi seccano virando al marrone. Le infiorescenze maschili sono degli amenti penduli, di colore verde giallastro, lunghi fino a 5-6 centimetri, portati sui rami dell’anno precedente che risultano molto decorativi. Invece i fiori femminili sono riuniti in spighe verdi e compaiono sui rami dell’anno contemporaneamente alle foglie. I frutti sono raggruppati in infruttescenze pendule decorative di 7-15 cm formate da una piccola noce verde con pareti ispessite localizzate all’ascella di una caratteristica brattea a 3 lobi. Il carpino bianco viene impiegato, per la bella conformazione della chioma, per viali, parchi e alberature stradali ma è molto apprezzato anche in siepi di confine o come frangivento. Curiosità: con le sue foglie venivano medicate le ferite. Selezione per il parco: pianta impalcata alta; circonferenza fusto 35-40 cm; altezza 8-9 metri.

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Ginkgo
Ginkgo biloba

Nome comune: Ginkgo Nome latino: Ginkgo biloba Famiglia: Ginkgoaceacae Origine: Cina sud-orientale Caratteristiche: Pianta arborea unica nel suo genere in tutto il pianeta, è una specie passata indenne, attraverso milioni di anni, ai vari sconvolgimenti che hanno influenzato la vita della Terra e che hanno portato, ad esempio, alla scomparsa dei dinosauri. Per tali ragioni Charles Darwin, definì questa pianta come “un vero e proprio fossile vivente”. Il nome Ginkgo trae origine da un’errata interpretazione dei termini cinesi yin (argento) e xing (albicocca), riferiti alla forma ed al colore dei frutti (letteralmente yinxing «albicocca d’argento». Introdotto in Europa nel 1700 questo albero è ampiamente diffuso nel mondo; coltivato per molti scopi in condizioni ottimali può raggiungere i 40 m di altezza e grandi circonferenze, fino a 8 metri. Ha una chioma piramidale; rada in età giovanile che si addensa a maturità. La corteccia è liscia da giovane con colore grigio-argenteo, poi assume un marrone scuro con evidenti costolature suberose. Le foglie hanno una colorazione, verde tenue in primavera, tendente a scurirsi durante l’estate, fino ad assumere tonalitа giallo dorato in autunno. La loro forma caratteristica è flabelliforme (a ventaglio) intero sui microblasti e nelle piante più vecchie, profondamente diviso in due lobi sui macroblasti e negli esemplari più giovani (da cui il termine biloba). Il Ginkgo è una pianta dioica, cioè con esemplari maschi e femmine. Viene impiegato come pianta ornamentale e da alberatura stradale perché resiste bene alle avversità climatiche, all’inquinamento e non ha parassiti significativi. In Giappone e Cina è stato coltivato a lungo nei templi perché ritenuto pianta sacra. Curiosità: in Estremo Oriente i semi sono considerati una prelibatezza e vengono mangiati dopo essere stati arrostiti. Selezione per il parco: pianta impalcata alta; circonferenza fusto 30-35 cm; altezza 6-7 metri.

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Pero ornamentale
Pyrus calleryana ‘Chanticleer’

Nome comune: Pero ornamentale Nome latino: Pyrus calleryana ‘Chanticleer’ Famiglia: Rosaceae Origine: Cina Caratteristiche: Il nome del genere è simile a quello con cui gli antichi latini denominavano il pero comune, pirus, a sua volta derivato dal celtico peren (pero). L’epiteto specifico è stato dato in onore del sinologo italo-francese Joseph-Marie Callery (1810–1862), che inviò in Europa dalla Cina i primi esemplari di questa specie. Albero spogliante originario della Cina con eccellenti caratteristiche ornamentali, portamento piramidale, alto fino a 8-12 metri, resistente allo smog, agli stress idrici, al freddo intenso, sopporta bene le potature e ha una crescita abbastanza robusta. L’apparato radicale è fittonante, molto forte, ed è in grado di vivere bene in tutti i terreni, anche i più poveri e sassosi, mentre non tollera i forti ristagni d’acqua. Ottimo il suo impiego nei terreni in declivio, dove le robuste radici possono contribuire a consolidare il terreno ed evitare frane. Le foglie sono alterne, ovate, lucide e di consistenza coriacea, di colore tenue in primavera appena spuntano, poi verde lucente. In autunno, prima di cadere, si colorano presto assumendo caldi toni gialli, arancio e rosso molto intensi. I fiori bianchi, riuniti in racemi, compaiono in aprile-maggio, prima della comparsa delle foglie e sono molto simili a quelli del pero da frutto. Sono talmente abbondanti che, nel periodo di fioritura, la pianta assomiglia a una nuvola bianca. Ai fiori seguono poi una miriade di piccoli frutti tondeggianti di colore marrone chiaro, dal lungo peduncolo, molto graditi dagli uccelli. Curiosità: il nome della cultivar deriva dal gallo protagonista di uno dei racconti di Canterbury. Selezione per il parco: pianta impalcata alta; circonferenza fusto 25-30 cm; altezza 6-7 metri.

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Tiglio
Tilia tomentosa ‘Brabant’

Nome comune: Tiglio Nome latino: Tilia tomentosa ‘Brabant’ Famiglia: Malvaceae Origine: Turchia e Siria Caratteristiche: Il termine, Tilia, deriva dal greco ptilon, ‘ala’, e si riferisce alla caratteristica brattea appiattita e allungata posta sul peduncolo delle infiorescenze. Invece l’epiteto specifico tomentosa, deriva da tomento, è dovuto alla caratteristica di avere la pagina inferiore delle foglie, giovani rametti e germogli coperti da una fitta peluria bianca. Albero alto fino a 30 metri, con chioma regolarmente piramidale-globosa, che presenta un tronco diritto con una scorza inizialmente liscia, grigio- bruna, poi screpolata e fessurata longitudinalmente con l’età. I giovani rametti e i germogli sono tomentosi. Le foglie sono caduche, semplici, alterne, picciolate, con la base cordata, apice acuminato e margini spesso seghettati più o meno regolarmente. La pagina superiore della lamina fogliare è verde-lucida e glabra, quella inferiore invece ha tonalità verdi-grigiastre ed è tomentosa per la presenza di peli, in modo particolare nelle foglie giovani. I fiori bianco-giallastri, molto profumati ed ermafroditi compaiono nel periodo di giugno-luglio. Essi sono riuniti in infiorescenze pendule all’estremità di un peduncolo comune saldato ad una brattea membranosa a forma di ala. Tale struttura concorre poi alla dispersione dei frutti, capsule ovoidali contenenti i semi, che con il vento si diffondono con un movimento che ricorda quello degli elicotteri. Fiorisce in giugno-luglio con un caratteristico profumo che inonda l’aria. Ampiamente utilizzato nelle alberature stradali e nei parchi cittadini grazie alla sua resistenza all’inquinamento, alla siccità e ai climi rigidi. Il legno è idoneo a lavori di intaglio, intarsio, scultura, parti di strumenti musicali e per la realizzazione di oggetti vari. Curiosita: dalle gemme si ricava un calmante naturale. Selezione per il parco: pianta impalcata alta; circonferenza fusto 30-35 cm; altezza 6-7 metri.

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Magnolia
Magnolia ‘Heaven Scent’

Nome comune: Magnolia Nome latino: Magnolia ‘Heaven Scent’ Famiglia: Magnoliaceae Origine: Cina, Nepal e Myanmar Caratteristiche: Il genere Magnolia deriva dal nome Pierre Magnol, professore di medicina e direttore del Giardino Botanico di Montpellier, vissuto fra il 1638 e il 1715. Albero o grande arbusto deciduo, che può raggiungere un altezza di 8-12 metri e altrettante dimensioni in larghezza, con tronco principale verticale e rami allargati, molto resistente al gelo, prediligie posizioni assolate e non tollera bene gli interventi di potatura. Ha una crescita lenta, infatti affinché la pianta raggiunga il suo massimo sviluppo sono necessari almeno 15-20 anni. Questa pianta è un ibrido di due magnolie, M. liliiflora x M. xveitchii. I suoi grandi fiori ornamentali e profumati sono rosa porpora all’esterno e bianchi all’interno, lunghi fino a 12 cm, compaiono nel periodo tra marzo-aprile. Soprattutto nelle piante più vecchie si presentano con incredibile abbondanza e in condizioni ottimali per un lungo periodo di fioritura. Le sue foglie ovali-ellittiche sono verdi, lucide, a margine intero e lunghe fino a 20 cm. In autunno cambiano colore diventando di color giallo chiaro intenso. Pianta molto ornamentale e apprezzata per la spettacolare fioritura primaverile, viene abbondantemente utilizzata nei giardini e nei parchi come esemplare isolato in mezzo al prato o in aiuole associata ad arbusti più bassi. Curiosità: simili a gigli, i fiori crescono sui rami spogli. Selezione per il parco: pianta impalcata alta; circonferenza fusto 30-35 cm; altezza 6-7 metri.

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Cedro della California, Librocedro
Calocedrus decurrens o Libocedrus decurrens

Nome comune: Cedro della California, Librocedro Nome latino: Calocedrus decurrens o Libocedrus decurrens Famiglia: Cupressaceae Origine: America settentrionale Caratteristiche: Il termine del genere, Libocedrus, ha un’etimologia incerta: secondo alcuni autori è composta dal greco libanos, ‘albero dell’incenso’ e kedros, ‘cedro’. Altri credono derivi da un altro termine greco libos, ‘lacrima’, con riferimento alla resina che trasuda dal tronco. Grande conifera sempreverde alta fino a 60 metri, chioma con portamento piramidale-conico molto stretto e slanciato, diffusa in Europa dopo il 1850 a scopo ornamentale per il suo effetto estetico, la sua notevole rusticità e resistenza alla siccitа, che la rende adatta a zone con climi caldi e secchi. Tuttavia il libocedro predilige terreni fertili, umidi ma ben drenati, in posizioni soleggiate e riparate dai venti freddi invernali. L’apparato radicale raggiunge una discreta profonditа e presenta un’ampia estesione laterale. Il tronco, massiccio, conico alla base, con corteccia di colore bruno-arancio e con le grosse radici che si dipartono ben evidenti può raggiungere i 3 metri di diametro nelle zone d’origine. Nei rami giovani la corteccia tende a sfogliarsi in placche longitudinali, mentre nel tronco è suddivisa in grosse placche grigiastre, suberose che lasciano intravedere una colorazione rossastra. Le foglie sono verdi squamiformi e strettamente appressate al rametto. Nelle zone d’origine quest’albero ha un importante valore commerciale in quanto il suo legno, tenero, aromatico e facilmente lavorabile, è uno tra i più utilizzati per la produzione di matite da disegno ed elementi in legno da esterni. Curiosità: i rametti emanano un odore molto aromatico se stropicciati.

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Cipresso calvo o delle paludi
Taxodium distichum

Nome comune: Cipresso calvo o delle paludi Nome latino: Taxodium distichum Famiglia: Cupressaceae Origine: Stati Uniti orientali Caratteristiche: Il nome generico è dato dall’unione dei due termini greci taxos (tasso) ed eidos (forma, aspetto), ad indicare la somiglianza della pianta ad un tasso (Taxus baccata), soprattutto per quanto riguarda le foglie. L’epiteto distichum indica la disposizione delle foglie su due file opposte. Il nome volgare è invece dovuto all’aspetto invernale della pianta che conserva solamente i rami principali nudi senza foglie. Introdotto in Europa a metà del XVII secolo, è un albero molto longevo (vive fino a 1000 anni) e può raggiungere i 40 metri di altezza. Ha portamento piramidale e maestoso nei vecchi esemplari. ll tronco diritto presenta una scorza grigio- fulva o bruno-grigiastra, sfibrata longitudinalmente. Nelle zone di palude si presenta con base allargata e circondato da grossi spuntoni conici alti anche un metro (pneumatofori) che emergono dall’acqua fangosa e ne consentono la respirazione. Le foglie sono aghiformi, piatte e molli, di colore verde chiaro, lunghe 1-2 cm; sono distiche, opposte nei rametti dell’annata, alterne in quelli più vecchi; in autunno assumono un colore bruno-rossastro, prima di cadere. I coni maschili, ovoidali e piccoli, sono riuniti in gruppi su spighe terminali; quelli femminili, alla base delle spighe maschili, sono verdastri e tondeggianti. Il frutto è un galbulo sferico verde-brunastro, che si disfa completamente a maturità. Negli Stati Uniti il legno di Cipresso calvo, tenero ma resistente agli attacchi fungini, è molto impiegato. Altrove è molto utilizzato come pianta ornamentale, in particolare in terreni a scarso drenaggio e lungo le rive dei parchi urbani. Curiosità: è una delle poche conifere spoglianti. Selezione per il parco: pianta impalcata bassa; circonferenza fusto 20-25 cm; altezza 4-5 metri.

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Acero grigio
Acer griseum

Nome comune: Acero grigio Nome latino: Acer griseum Famiglia: Sapindaceae Origine: Cina Caratteristiche: Il nome del genere Acer, in latino significa ‘appuntito’, è stato usato per primo da Joseph Pitton de Tournefort, in riferendosi all’estremità appuntita delle foglie tipiche di queste piante. Albero a foglie caduche, a portamento eretto o ramificato dalla base, che solitamente non supera i 12 m di altezza, molto rustica, resistente al freddo e che predilige una posizione soleggiata o a mezz’ombra. Ha un fusto con una caratteristica corteccia molto decorativa, di colore bruno rossiccio, o aranciato, che tende con il tempo a sfogliarsi in sottili lamelle, sia sul fusto che sui rami di almeno 2-3 anni. La chioma è ben sviluppata, tondeggiante o a vaso e non eccessivamente densa. In primavera produce piccoli fiori verdastri o gialli, riuniti in grappoli, poco appariscenti. Le foglie di colore verde scuro, sono profondamente incise in tre lobi ovali, appuntiti, leggermente seghettati, rugose e con venature molto evidenti. Durante la stagione tardo autunnale le folglie assumono una colorazione molto vistosa, rosso-arancio, che persiste per alcune settimane. In autunno i frutti maturi, le tipiche samare alate prodotte dagli aceri, passano da una colorazione verde e una grigio-bruna. Curiosità: attrae uccelli, farfalle e api. Selezione per il parco: pianta impalcata bassa; policormica; circonferenza fusto 30-35 cm; altezza 2-3 metri.

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Cedro dell’Atlante glauco
Cedrus atlantica ‘Glauca’

Nome comune: Cedro dell’Atlante glauco Nome latino: Cedrus atlantica ‘Glauca’ Famiglia: Pinaceae Origine: Marocco e Algeria Caratteristiche: Il termine, Cedrus, deriva dalla parola greca, kedros, usata per indicare una delle specie di ginepro. La specie, atlantica, indica il luogo di origine, la catena dell’Atlante marocchino, nell’Africa settentrionale, dove ancora ve ne sono intere foreste. Conifera di grandi dimensioni, raggiunge e supera i 40 metri d’altezza, da giovane ha un portamento piramidale, mentre nelle piante più vecchie le branche possono assumere un andamento quasi orizzontale, dando alla chioma un portamento espanso e maestoso. La corteccia è grigio scuro e con l’età si screpola formando piccole squame. E’ una pianta molto rustica, poco esigente in fatto di terreno, resistente all’inquinamento ed alle basse temperature. Le foglie sono aghiformi di colore grigio-blu-argentato che si differenziano in base all’età: quelle dei rami giovani sono più morbide, isolate e disposte a spirale sul ramo, mentre quelle dei rami vecchi sono riunite in ciuffetti e sono generalmente molto più rigide e corte delle precedenti. Le strutture riproduttive maschili e femminili sono sulla stessa pianta. Quelle maschili sono riunite in coni cilindrici eretti grigio-verdi di 3-5 cm che maturano alla fine di settembre. Le strutture riproduttive femminili invece sono coni ovoidali verde chiaro-rosato poste sui rami in posizione terminale che maturano dopo i fiori maschili. Le pigne sono erette, a forma di piccolo barile, con apice concavo e lunghe circa 8 cm. Impiegano due anni sulla pianta per maturare e in seguito le squame, a forma di ventaglio con margine arrotondato, si separano una ad una dall’asse centrale e disperdono i semi alati. Curiosità: dal legno e dal fogliame si distillano oli essenziali. Selezione per il parco: pianta impalcata bassa; altezza 4-6 metri.

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Melo ornamentale
Malus ‘Evereste’

Nome comune: Melo ornamentale Nome latino: Malus ‘Evereste’ Famiglia: Rosaceae Origine: Europa e Asia Caratteristiche: Varietà di melo ornamentale a crescita lenta, che raggiunge i 5 m di altezza, rustica, tollerante all’inquinamento, dallo sviluppo contenuto, dal portamento eretto con forma tendenzialmente conica della chioma e che predilige posizioni soleggiate per fiorire e frutticare al meglio. Produce una spettacolare e prolungata fioritura in aprile-maggio quando i boccioli, anch’essi molto belli perchè di un colore rosa-rosso intenso, si schiudono in numerosissimi fiori bianchi. In autunno e per buona parte dell’inverno i rami, ormai privi di foglie, sono ricoperti di numerosi frutti ornamentali, piccole mele del diametro di 2-2,5 cm di colore verde che virano prima in giallo-arancio ed infine al rosso con sfumature magenta. Le foglie sono di un bel verde scuro e nel periodo autunnale virano in una colorazione rosso-arancio prima di cadere. Ideale come esemplare isolato, per piccoli viali o in parchi urbani. La potatura di questa pianta non è necessaria ma, durante la stagione invernale, si possono eliminare i rami secchi o che si incrociano e si sviluppano all’interno della chioma. Curiosità: i suoi frutti sono commestibili e gli uccelli ne vanno ghiotti. Selezione per il parco: pianta impalcata bassa; altezza 2-3 metri.

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Frassino americano o Frassino bianco
Fraxinus americana

Nome comune: Frassino americano o Frassino bianco Nome latino: Fraxinus americana Famiglia: Oleaceae Origine: Canada e Stati Uniti orientali Caratteristiche: Il genere, Fraxinus, ha origine incerta e secondo alcuni autori deriva dal greco frasso ‘difendo’, ‘assiepo’, mentre la specie, excelsior, si riferisce all’imponenza di questo albero. Vigoroso albero deciduo dal portamento espanso e colonnare, può arrivare fino a 20-25 m, cresce bene nei terreni fertili e umidi e viene spesso utilizzato per creare zone d’ombra. La corteccia va dal color verde oliva al grigio chiaro. Le foglie caduche sono di un colore verde scuro, opposte, pennate, composte da 7 foglioline portate da un lungo picciolo e lunghe fino a 30 cm. Durante il periodo autunnale queste si tingono di una bellissima colorazione gialla-rossa. Il frutto è una samara peduncolata, con una lunga ala che viene facilmente dispersa dal vento. Il legno è economicamente importante per la sua durezza e resistenza. È molto impiegato in falegnameria e per la realizzazione di mobili. Negli ecosistemi forestali del Nord America rappresenta un’importante fonte di alimento per mammiferi e uccelli che ne utilizzano i semi e le foglie. Il succo delle foglie può essere applicato sulle punture di zanzara per ridurre gonfiore e prurito. Negli Stati Uniti è stato impiegato per il recupero e il rimboschimento di aree degradate. Curiosità: con il legno si producono mazze da baseball e chitarre elettriche.

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Giardini di piante perenni by Piet Oudolf

Giardini di piante perenni by Piet Oudolf Il parco Biblioteca degli Alberi ospita l’intervento estensivo del grande maestro paesaggista olandese Piet Oudolf, famoso per i suoi giardini dall’aspetto selvatico. In questo parco, circa 20.000 mq sono stati dedicati ai suoi giardini di perenni per un totale di quasi 80.000 piante! Le perenni, piante dalla consistenza prevalentemente erbacea, longeve e dal rapido sviluppo, sono alla base del suo lavoro, siano esse erbe o fioriture. La tecnica utilizzata da Oudolf è stata quella della matrice, un’unica grande massa di graminacee di base (Molinia caerulea ‘Dauerstrah’ in questo caso) nella quale sono inserite grandi macchie monospecifiche di perenni dalle forme organiche, che si accostano e si compenetrano alternando spettacolari fioriture dai colori accesi durante il corso dell’anno. Alcune di queste piante sono sempreverdi mentre molte altre sono spoglianti, ma conservano la parte aerea anche nei periodi più freddi o secchi, valore considerato altrettanto importante nelle creazioni di Oudolf. Le composizioni così create regalano particolari effetti scenografici dalla spiccata dinamicità e dagli spettacolari effetti estetici. Piet Oudolf, autore della High line di New York, e di numerosissimi giardini in tutto il mondo, è il più famoso landscape designer del mondo.

n° piante: 76.020
superficie: 20.270 mq

ELENCO SPECIE Erbacee perenni:

  • Amsonia hubrichtii – Apocynaceae

    Perenne cespugliosa, eretta, con foglie di colore verde chiaro, talmente fini da sembrare quasi aghiformi, che assumono una bellissima colorazione dorato-ramata durante il periodo autunnale. Piccoli fiorellini azzurri compaiono in giugno e luglio.

  • Aster tataricus ‘Jindai’ – Asteraceae

    Pianta perenne a portamento eretto, questo Astro può raggiungere i 150 cm di altezza, ha fiori medio-piccoli simili a margherite, di un colore viola-celeste, che compaiono in pieno autunno nel periodo tra ottobre e novembre.

  • Aster oblongifolius ’October Skies’ – Asteraceae

    Perenne cespugliosa, compatta e resistente alla siccità. L’abbondante fioritura durante il periodo autunnale, con grandi margherite color lavanda, è utile per attrarre e nutrire insetti impollinatori come farfalle e api.

  • Aster macrophyllus ‘Twilight’

    Perenne rustica, vigorosa e molto ramificata, presenta un bel fogliame verde scuro. E’ uno dei primi Astri a fiorire; dal mese di luglio fino a fine settembre, si ricopre di una profusione di grandi fiori simili a margherite di un colore blu-lavanda.

  • Sedum telephium ‘Matrona’ – Crassulaceae

    Perenne rustica dotata di fusti color porpora, grosse foglie carnose e succulente di colore verde e riflessi grigiastri, che virano in un colore viola-porpora. Produce piccoli fiori molto ornamentali dalla forma stellata e dal colore rosa chiaro, nel periodo tra agosto e ottobre.

  • Kalimeris incisa – Asteraceae

    Pianta perenne con portamento eretto e allargato, con fusti rigidi e ramificati, foglie lanceolate e dentate, di colore verde chiaro. Nel periodo tra agosto e settembre, presenta un’abbondante fioritura, con fiori viola/rosato chiaro con centro giallo, simili alle classiche margherite.

  • Iris sibirica ‘Perry’s Blue’ – Iridaceae

    Perenne alta fino a 70 cm con sottili foglie verdi lungamente lanceolate. Nel periodo tra giugno e luglio produce grandi fiori color blu cielo con segni bianchi dalla tipica forma degli Iris. Le sue radici sono rizomi sotterranei che consentono a questa pianta di immagazzinare risorse e produrre nuove piante.

  • Perovskia atriplicifolia ‘Little Spire’ – Lamiaceae

    Perenne arbustiva caratterizzata da un portamento compatto, fogliame aromatico verde-argenteo e una lunga fioritura con infiorescenze a pannocchia formate da numerosi fiorellini colore blu-lavanda nel periodo tra agosto e ottobre.

  • Stachys officinalis ‘Hummelo’ – Lamiaceae

    Pianta perenne con steli verticali sulle cui punte compare una densa fioritura, tra giugno e settembre, di fiori rosa-porpora molto amati da api e farfalle. Cultivar prende il nome dal villaggio nei Paesi Bassi dove il maestro Piet Oudolf ha sviluppato il suo famoso giardino sperimentale.

  • Echinops bannaticus ‘Taplow Blue’ – Asteraceae

    Pianta erbacea perenne rustica con una particolare fioritura estiva, alta anche 100 cm di altezza, composta da una moltitudine di palline di fiori color celeste-lillà, che si susseguono sulla pianta da luglio fino ad ottobre e permangono secchi per tutto l’inverno.

  • Geranium hybridum ‘Patricia’ – Geraniaceae

    Perenne robusta, longeva e vigorosa, con belle foglie verdi palmate e fiori magenta- porpora, con centro e screziature bruno-nerastre. I vistosi fiori compaiono nel periodo tra maggio e agosto.

  • Papaver orientale ‘Scarlett O’Hara’ – Papaveraceae

    Papaveri alti circa 50 cm, con piccoli ciuffi di foglie verdi scuro finemente tomentose. Le vistose corolle compaiono in tarda primavera e all’inizio dell’estate. Questa varietà è caratterizzata da fiori semi-doppi di un bel rosso scarlatto con caratteristico centro nero.

Poaceae (Graminacee)
  • Molinia caerulea ‘Dauerstrah’

    Graminacea perenne con fogliame verde smeraldo, composto da rigidi steli su cui compaiono eleganti pannocchie formate da sottili spighette marrone-viola scuro. Nel periodo autunnale il fine fogliame è caratterizzato dal passaggio a brillanti tonalità giallo-oro di grande bellezza e durata.

  • Molinia caerulea ‘Strahlenquelle’

    Graminacea perenne alta 120-150 cm, con steli di un meraviglioso color autunnale giallo-dorato poi arancio-bronzeo e numerose infiorescenze porpora-violacea che compaiono nel periodo tra luglio e settembre. Mantenendo eretti i suoi steli secchi e dorati, la sua bellezza persiste anche nel periodo invernale.

  • Panicum virgatum ‘Cloud Nine’

    Graminacea perenne tollerate terreni poveri e asciutti, con una splendida vegetazione grigio-verde alta fino a 200-250 cm, cangiante in un colore oro intenso nel periodo autunnale. Da agosto ad ottobre appaiono le infiorescenze ariose, ondose, attraenti anche d’inverno, che accogliendo i raggi del sole si riempono di luce.

  • Panicum virgatum ‘Shenandoah’

    Graminacea perenne, può superare i 120 cm di altezza, presenta fusti eretti e cilindrici con foglie verde rossastro e nervatura centrale molto evidente. Verso la fine dell’estate compaiono infiorescenze a pannocchia di colore porpora-rosato, attraenti anche nel periodo invernale.

  • Stipa gigantea – Poaceae

    Pianta graminacea sempreverde perenne dal portamento leggero con steli verdi e poi dorati nell’inverno. Amante dei terreni asciutti e ben drenati, presenta tipiche spighe in grandi pannocchie giallo-dorate, che si stagliano dal verde cespo di foglie tra giugno e agosto.

  • Spodiopogon sibiricus – Poaceae

    Pianta graminacea con portamento eretto, foglie verticali esili di un colore blu-verde, cangianti in un giallo-arancio nell’autunno. Gli steli, sormontati da infiorescenze piumose di colore marrone-dorato, si innalzano ben al di sopra del ciuffo di fogliame verso la fine dell’estate, catturando e riflettendo in modo molto caratteristico la luce del sole.

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Giardini di piante aromatiche

Giardini di piante aromatiche I giardini di piante aromatiche sono formazioni di arbusti regolari che la designer olandese ha voluto all’interno del parco della Biblioteca degli Alberi. Generalmente ricavati nelle zone in cui l’incrociarsi dei percorsi forma triangoli a superficie minore, questi giardini sono formati da piantagioni di arbusti in linea, a formare lunghe prose con linee accostate a due a due e alternate tra le diverse specie. Le specie sono state selezionate tra le aromatiche più ornamentali come, Artemisia ‘Powis Castle’, Nepeta x Faassenii ‘Six Hills Giant’, Perovskia atriplicifolia e Origanum majorana. Così, oltre alle belle fioriture punteggiate di viola e di giallo, le piante offrono gradevoli profumi al passaggio dei visitatori.

n° piante: 3.600
superficie: 525 mq

ELENCO SPECIE Erbacee perenni:

  • Artemisia ‘Powis Castle’

    Perenne arbustiva semi-sempreverde, alta fino a 70 cm, con foglie aromatiche, molto frastagliate e di uno spiccato colore grigio-argenteo. La fioritura, anch’essa bianco-argentea, avviene in luglio e agosto.

  • Origanum marjorana

    Pianta aromatica comunemente nota come Maggiorana, alta fino a 40 cm, con portamento espanso, foglie aromatiche di colore verde-grigio e fiori bianchi tubulari raccolti in spighe nel mese di giugno. Foglie e infiorescenze dall’intenso profumo hanno diffuso impiego alimentare.

  • Perovskia atriplicifolia

    Perenne chiamata volgarmente Salvia russa, alta fino a 100 cm, con foglie grigio-verdi aromatiche e infiorescenze a pannocchia di fiorellini bilabiati di colore blu lavanda, copiosi da luglio a settembre.

  • Santolina chamaecyparissus Nepeta faassenii ‘Six Hills Giant’

    Pianta perenne alta fino a 60 cm, con foglia grigia aromatica e fiori raccolti in spighe apicali di colore blu lavanda da giugno a settembre. Sono eccellenti e versatili piante coprisuolo dalla lunga fioritura.

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Giardini di arbusti e tappezzanti

Giardini di arbusti e tappezzanti I giardini di arbusti e tappezzanti sono un altro tema ricorrente del parco della Biblioteca degli Alberi. Questi sono utilizzati in modo al contempo giocoso e formale, in composizioni in cui sono riconoscibili mano e formazione della designer olandese. I Bossi sono ad esempio utilizzati a gruppi di 4, a forma di cubo, in composizioni geometriche di file incrociate. Bambù e Ilex crenata sono modulati in modo puntiforme ma secondo linee precise su ampie superfici a prato o corteccia. Rubus e Viburni sono utilizzati secondo lo stesso principio puntiforme su superfici ampie, questa volta di tappezzanti diverse. Le stesse tappezzanti ampiamente utilizzate, sono state accuratamente scelte secondo principi di design, con accostamenti dichiaratamente modulati al fine di comporre una grande tela variopinta, in cui texture e colori di fiori diventano elementi compositivi della ‘bigger picture’ del parco.

ELENCO SPECIE Arbusti e rampicanti:
n° piante: 4.192

  • Buxus sempervirens

    Nobile arbusto sempreverde noto a tutti come Bosso, presenta piccole foglie rotonde di colore verde scuro. Ha crescita lenta e forma eretta. Storicamente utilizzato nell’arte topiaria, soprattuto nei giardini formali, è adatto a bordure e siepi, poiché sopporta bene il taglio e le potature.

  • Ilex crenata ‘Soft touch’

    Arbusto sempreverde dal fogliame denso e compatto, a crescita lenta, con piccole foglie lanceolate di colore verde scuro, rustico, resistente alla siccità, coltivabile su tutti i terreni in pieno sole o mezzombra.

  • Azalea viola da lago

    Particolare ibrido di azalea, presenta un caratteristico fiore viola intenso che ne segna la copiosa fioritura ad inizio primavera.

  • Lespedeza thunbergii

    Arbusto a foglia caduca può raggiungere un’altezza di più di 150cm, con piccole foglie verdi e ovali, dal portamento compatto. Dai rami elegantemente arcuati sbocciano particolari fiori viola che formano cascate colorate nei mesi di agosto e settembre.

  • Hedera helix

    Pianta rampicante o tappezzante sempreverde. Presenta un fogliame verde scuro con tenui germogli verdi chiari, nonché particolari radici aeree, che permettono alla pianta di aggrapparsi a qualsiasi tipo di supporto, raggiungendo così notevoli altezze.

  • Rhododendron ‘Palestrina’

    Arbusto sempreverde che raggiungere un’altezza di circa 100-130 cm, con piccole foglie lanceolate da verde chiaro a verde intenso. Nel periodo tra marzo e maggio sui sottili rami compaiono moltissimi fiori di colore bianco puro con una leggera gola screziata di giallo-verde.

  • Lonicera nitida

    Arbusto sempreverde, compatto a crescita veloce, solitamente non supera gli 80 cm e sopporta molto bene sia la siccità che l’inquinamento. Presenta piccole foglie tipicamente verde scuro sopra e più chiare sotto.

Bambù:
n° piante: 141

  • Fargesia spp.

    Bambù sempreverde con foglie strette, a crescita rapida e resistente al freddo, si adatta ad essere piantata come siepe ma anche in gruppi o come pianta solitaria. Tollera bene tutte le tipologie di terreno e si distingue per la capacità di riuscire a prosperare a tutte le esposizioni.

Tappezzanti:
n° piante: 6.285
superficie: 3.065 mq

  • Carex morrowii

    Erbacea perenne sempreverde che raggiunge un’altezza di circa 40 cm e forma fitti ciuffi con le sue foglie lineari color verde scuro. Si adatta facilmente ad ogni terreno e viene utilizzata per bordure o come tappezzante.

  • Ophiopogon planiscapus ‘Nigrescens’

    Erbacea perenne sempreverde caratterizzata da ciuffi di un bel fogliame porpora intenso-nero e da piccoli fiori bianco-rosati che spiccano sul fogliame scuro. Il suo periodo di fioritura è da giugno a luglio. E’ comunemente utilizzata per bordure basse o come tappezzante a bassa manutenzione.

  • Ajuga reptans ‘Black Scalop’

    Perenne sempreverde, è una tappezzante strisciante con un particolare fogliame di colore quasi nero che tende al violaceo-rossastro nel periodo invernale. Da marzo a giugno produce graziosi fiori blu ben apprezzabili in formazione a distesa.

  • Carex pensylvanica

    Erbacea perenne sempreverde che forma fitti ciuffi di foglie chiare e lineari lunghi circa 30 cm. Viene utilizzata per bordure basse o come tappezzante, e in natura ospita e fornisce materiali per la nidificazione degli uccelli.

  • Rubus fruticosus ‘Thornless Evergreen’

    Particolare varietà di mora a portamento tendente all’eretto, con caratteristici steli bianchi che si spiccano sul verde della vegetazione ben visibili d’inverno. Può crescere fino a due metri di altezza e formare una vegetazione impenetrabile.

  • Viburnum bodnatense

    Arbusto rustico a foglia caduca, che può raggiungere un’altezza di 250-300 cm. Peculiare tra i viburni, è una delle prime piante a segnalare l’arrivo della primavera; infatti già sul finire dell’inverno, si copre di numerosi fiori rosa intenso ancor prima dell’emissione delle foglie.

  • Vinca minor

    Perenne sempreverde a portamento prostrato e tappezzante, con piccole foglie verde brillante che formano bassi cuscini compatti, con vistosi fiori blu/viola nel periodo tra aprile e giugno. E’ un eccellente e versatile coprisuolo da utilizzare ai piedi di alberi e arbusti.

  • Pleioblastus viridistriatus

    Graminacea sempreverde che raggiunge un’altezza di circa 80 cm, con caratteristiche foglie allungate variegate di verde e giallo. Questo bambù nano possiede un apparato radicale molto vigoroso ed è adatto alla coltivazione in vaso. Di origine Giapponese è conosciuto in Europa come ottimo tappezzante già dalla fine del 1800.

  • Narcissus cyclaeminus

    Bulbosa perenne molto vigorosa, con foglie strette e steli privi di foglie che portano, nel periodo da febbraio a marzo, grandi fiori giallo brillante.

  • Heuchera ‘Lime Marmalade’

    Pianta perenne tappezzante che raggiunge un altezza di circa 30-40 cm, produce particolari foglie color lime e raggiunge il massimo del suo valore ornamentale in estate producendo fiori color bianco-lime.

  • Veronica repens ‘Sunshine’

    Perenne tappezzante decidua, densa forma un tappeto omogeneo di minuscole foglie verde chiaro, su cui compaiono piccoli fiori di un bianco candido nella tarda primavera.

  • Festuca glauca

    Graminacea sempreverde con portamento a ciuffi compatti, una caratteristica colorazione ornamentale del fogliame blu-grigio tra le quali compaiono le spighe nel periodo tra giugno e luglio.

  • Dianthus arenarius

    Perenne sempreverde alta circa 15 cm, rustica, dal fogliame verde, minuto e profumato. I fiori rosa, profumati e con caratteristici petali sfrangiati, compaiono numerosi nel periodo tra maggio e giugno.

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Giardini di piante acquatiche

Giardini di piante acquaticheI giardini di piante acquatiche sono un altro elemento non usuale all’interno di un parco. Qui la progettista olandese ha utilizzato un altro dei suoi contrasti, realizzando un lago dalle forme architettoniche molto marcate che ha però tutte le caratteristiche di biolago naturale, grazie all’impiego di differenti tipologie di piante acquatiche. Questo tipo di piante si differenzia infatti per categorie a seconda della forma in cui è presente in acqua, libera o ancorata al suolo, e a seconda della profondità in cui prolifica e si colonizza. La costruzione del biolago è quindi passata da una prima selezione che ha riguardato forme vegetali piuttosto semplici, dove la componente di fioritura e colore risultano secondarie rispetto all’affinità di riproduzione di un ambiente naturale. Allo stesso modo la scelta delle specie ha così riguardato le diverse forme biologiche rinvenibili in un contesto di laghetto. L’ambiente così ricreato dovrebbe inoltre favorire l’arrivo di tutte quelle forme di vita animale che abitualmente frequentano questi habitat e, nonostante sia un parco certamente urbano, si sono già viste le prime libellule!

n° piante: 450 ELENCO SPECIE Piante acquatiche:

  • Ceratophyllum demersum

    Pianta sommersa a crescita veloce. Utilizzata abbondantemente nei laghetti e anche negli acquari poiché contribuisce a rallentare efficacemente lo sviluppo di alghe, ad ossigenare l’acqua e assorbire le sostanze organiche disciolte in in essa. Predilige un’esposizione di sole o mezzombra.

  • Hottonia palustris

    Anche conosciuta come Violetta acquatica, ha un fusto eretto, foglie e radici sommerse. I fiori, piccoli e bianchi e con centro giallo, emergono dall’acqua su steli lunghi circa 20-30 cm. Solitamente vive in acque dolci stagnanti di estensione variabile, come bordi di laghetti, stagni, meandri fluviali e fossi.

  • Myriophyllum alterniflorum

    Pianta erbacea sommersa tipica di acque sia stagnanti che fluenti, compresi i fiumi che scorrono rapidamente, costituita da sottili fusti sommersi rivestiti da piccole e delicate foglie verdi e formanti dense coperture. I suoi piccoli fiorellini compaiono emergendo dalla superficie dell’acqua.

  • Myriophyllum spicatum

    Conosciuta come Millefoglio d’acqua, presenta foglie divise in segmenti e una colorazione che varia dal marrone al verde, a seconda della luce e della stagione. Nel periodo estivo compaiono caratteristiche infiorescenze a spadice di colore rosso. Utile pianta ossigenante sommersa, è in grado di rallentare il propagarsi delle alghe.

  • Potamogeton pusillus

    Pianta erbacea perenne a foglie galleggianti o immerse, cresce in stagni, canali e fossi, in acque limpide, dal livello del mare alla fascia montana. Presenta piccoli fiori verdastri in spighe nel periodo tra giugno e agosto.

  • Ranunculus aquatilis

    Pianta molto rustica, senza particolare esigenze che ama zone ombreggiate e acque tranquille e stagnanti. I piccoli fiori, bianchi con centro giallo, si sviluppano per pochi centimetri sopra il pelo dell’acqua da maggio a giugno. Predilige un’esposizione di pieno sole.

  • Stratiotes aloides

    Pianta sommersa dalla straordinaria strategia di vita, produce una rosetta di foglie che in estate galleggiano sulla superficie dell’acqua, mentre in autunno si immergono fino al fondo, sopravvivendo senza problemi anche ad inverni freddi. Nel periodo tra luglio e settembre, sopra la superficie dell’acqua compaiono graziosi fiori bianchi.

  • Utricularia vulgaris Z

    Pianta carnivora comunemente chiamata erba vescica per le particolari strutture che agiscono sia da galleggianti che da minuscole trappole. Queste strutture contengono aria che, al contatto con alcune setole, si aprono riempiandosi di acqua e risucchiando all’interno l’incauto organismo acquatico. Cresce generalmente in acque basse, stagnanti anche in siti ombrosi.

  • Zannichellia palustris

    Cresce in acque dolci o salmastre, stagnanti o lentamente fluenti, limpide e fredde. Riconoscibile per i suoi steli e foglie lunghi, sottili e filiformi così cone le radici. I suoi semi hanno una caratteristica forma cornuta. Nel periodo tra aprile e luglio compaiono piccoli fiorellini bianchi.

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Prati fioriti

Prati fioriti I prati fioriti sono grandi prati rustici punteggiati di fiori di campo nella loro più attraente versione ornamentale, composti da miscugli di sementi di specie fiorifere rustiche. Le specie dei campi fioriti derivano essenzialmente dalle medesime specie rinvenibili nelle nostre praterie di campagna, in cui le varietà sono state selezionate tra quelle con i maggiori valori estetici: fiore più grande, più colorato, più alto ecc. Il loro grande effetto scenico, dovuto anche al continuo mutamento di forme e colori nel corso della stagione, si amplia in questo caso grazie a un impiego estensivo e a mosaico; mentre i costi di manutenzione di questi campi sono ridotti notevolmente rispetto ad un prato ornamentale, a causa della ridotta manutenzione che necessitano. La richiesta di acqua è infatti molto ridotta e, per la sua completa riuscita, è necessario effettuare solo uno o due sfalci durante la stagione senza asporto del materiale vegetale di risulta, che serve appunto a fare in modo che il prato si auto-rigeneri grazie ai semi che si spargono naturalmente sul terreno una volta appassito il fiore.

superficie: 8.885 mq

ELENCO SPECIE

  • Achillea millefolium
  • Agrostemma githago
  • Anthyllis vulneraria
  • Aquilegia vulgaris
  • Arabis alpina
  • Borago officinalis
  • Centaurea cyanus
  • Cheiranthus allionii
  • Chrysanthemum leucanthemum
  • Dianthus barbatus
  • Dianthus plumarius
  • Echium vulgare
  • Gypsophila elegans
  • Helichrysum bracteatum Orange Iberis umbellata
  • – 1 gr mq di festuca trachiphylla Linum annum
  • Linum perenne
  • Lotus corniculatus
  • Lunaria annua
  • Medicago lupulina
  • Melilotus albus
  • Myosotis alpestris
  • Onobrychis vicifolia
  • Papaver rhoeas
  • Sanguisorba minor
  • Silene pendula
  • Trifolium incarnatum
  • Vicia sativa
  • Viola cornuta

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Prati rasati

Prati rasati
Nella trama geometrica che costituisce il parco, i prati (con i loro circa 24.000mq di superficie) rappresentano più del 25% della superficie dell’intera area. Questo elemento può sembrare in apparenza semplice, ma è uno dei fattori fondamentali all’interno della creazione di un parco: esso rappresenta il gioco libero, dà vita a zone di sosta ombrose o soleggiate; delineando così porzioni di parco da vivere liberamente e che creano meccanismi di benessere per la popolazione. Qui i prati rappresentano una delle destinazioni principali dei Campi (superfici di parco più o meno estese formatesi dall’intersezione dei percorsi) e rappresentano quindi uno dei principali elementi compositivi dell’intero sistema, pensato non come un’unica grande superficie, ma come un grande mosaico che dona ad ogni zona del parco la sua porzione di prato, dando vita così a quella che è la texture geometrica che contraddistingue l’intero progetto.

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